CGT1
Sentenza 23 gennaio 2026
Sentenza 23 gennaio 2026
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Sul provvedimento
| Citazione : | Corte di Giustizia Tributaria di primo grado Messina, sez. I, sentenza 23/01/2026, n. 357 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di giustizia tributaria di primo grado di Messina |
| Numero : | 357 |
| Data del deposito : | 23 gennaio 2026 |
Testo completo
Sentenza n. 357/2026
Depositata il 23/01/2026
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
La Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di MESSINA Sezione 1, riunita in udienza il 09/01/2026 alle ore 11:20 in composizione monocratica:
MIRENNA MAURO, Giudice monocratico in data 09/01/2026 ha pronunciato la seguente
SENTENZA
- sul ricorso n. 3237/2025 depositato il 03/05/2025
proposto da
Ricorrente_1 - CF_Ricorrente_1
Difeso da
Difensore_1 - CF_Difensore_1
Difensore_2 - CF_Difensore_2
ed elettivamente domiciliato presso Email_1
contro
Ag.entrate - Riscossione - Messina - Via Grezer 14 00100 Roma RM
Difeso da
Difensore_3 - CF_Difensore_3
ed elettivamente domiciliato presso Email_2
Ato Messina 1 Spa - 02683660837
Difeso da
Difensore_4 - CF_Difensore_4
ed elettivamente domiciliato presso Email_3
Avente ad oggetto l'impugnazione di:
- CARTELLA DI PAGAMENTO n. 295 2024 00364481 80 000 TARSU/TIA a seguito di discussione in camera di consiglio
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con il ricorso in epigrafe, iscritto al n. R.G. 3237/2025 Ricorrente_1 si è opposto ad una Cartella di pagamento n. 295 2024 00364481 80 000 (v. doc. all.1), notificata in data 12.02.2025, ed i ruoli ivi contenuti e cioè il ruolo n. 2024/001748, avente ad oggetto il mancato pagamento della tassa rifiuti solidi urbani riferita agli anni 2010, 2011 e 2012, con la quale si pretende il pagamento di euro 1.336,88.
Chiedeva l'annullamento della cartella, eccependo l'illegittimità sul presupposto della mancata notifica di atto sotteso e della prescrizione, e per difetto di motivazione.
L'Società_1 s.p.a. si è costituita contestando il ricorso e chiedendone il rigetto.
L'ADER si è costituita ed ha chiesto il rigetto del ricorso.
All'odierna udienza la causa è stata decisa.
MOTIVI DELLA DECISIONE
Ciò detto, va osservato come l'Società_1 s.p.a., costituendosi, ha versato in atti la prodromica intimazione di pagamento, in particolare dimostrando che in data 26/9/2019 è stata notificata l'intimazione n. 279681 (cfr.).
La stessa è stata pertanto correttamente notificata alla parte ricorrente, circostanza risultante documentalmente, e non opposta.
Quanto agli effetti della suddetta notificazione, va richiamato quanto al riguardo affermato dalla recente giurisprudenza della Corte di Cassazione, secondo cui “In tema di contenzioso tributario, l'intimazione di pagamento di cui all'art. 50 d.P.R. n. 602/1973, in quanto equiparabile all'avviso di mora di cui al precedente art. 46 d.P.R. n. 602/1973, è impugnabile autonomamente ai sensi dell'art. 19, comma 1, lett. e), d.lg. n.
546/1992, sicché la sua impugnazione non è meramente facoltativa, ma necessaria, pena la cristallizzazione dell'obbligazione.”( Cassazione civile sez. trib., 11/03/2025, n.6436).
Ne viene che, con riferimento agli anni 2010-2011-2012 la prospettata prescrizione quinquennale, atteso che la cartella è stata notificata in data 12/2/2025, non si è verificata, sicchè risulta tempestiva la notifica di tale atto impugnato avvenuta entro il successivo termine di prescrizione quinquennale, tenendo pure conto della proroga dei termini per la notifica introdotta dalla normativa emergenziale (fatti non contestati).
Né la parte ricorrente ha fornito prova di avere provveduto alla impugnazione delle prodromiche suddette intimazioni che l'impositore ha versato in atti(cfr.).
Inoltre, la motivazione dell'atto impugnato risulta sussistente anche attraverso il richiamo all'atto prodromico richiamato. Il ricorso va, pertanto, rigettato e le spese tra le parti seguono la soccombenza della parte ricorrente come da dispositivo
P.Q.M.
La Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Messina, Sez. 1, definitivamente pronunciando sul ricorso in questione, così provvede: rigetta il ricorso;
condanna la parte ricorrente a rifondere le spese del giudizio alle parti resistenti, che si liquidano in € 300,00 oltre accessori se dovuti, per ciascuna di esse e, quanto all'
“Società_1 S.p.A.”, distratte in favore del suo procuratore che ha reso la dichiarazione di legge.
Messina lì 9.1.2026
Il Giudice monocratico dott. Mauro Mirenna
Depositata il 23/01/2026
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
La Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di MESSINA Sezione 1, riunita in udienza il 09/01/2026 alle ore 11:20 in composizione monocratica:
MIRENNA MAURO, Giudice monocratico in data 09/01/2026 ha pronunciato la seguente
SENTENZA
- sul ricorso n. 3237/2025 depositato il 03/05/2025
proposto da
Ricorrente_1 - CF_Ricorrente_1
Difeso da
Difensore_1 - CF_Difensore_1
Difensore_2 - CF_Difensore_2
ed elettivamente domiciliato presso Email_1
contro
Ag.entrate - Riscossione - Messina - Via Grezer 14 00100 Roma RM
Difeso da
Difensore_3 - CF_Difensore_3
ed elettivamente domiciliato presso Email_2
Ato Messina 1 Spa - 02683660837
Difeso da
Difensore_4 - CF_Difensore_4
ed elettivamente domiciliato presso Email_3
Avente ad oggetto l'impugnazione di:
- CARTELLA DI PAGAMENTO n. 295 2024 00364481 80 000 TARSU/TIA a seguito di discussione in camera di consiglio
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con il ricorso in epigrafe, iscritto al n. R.G. 3237/2025 Ricorrente_1 si è opposto ad una Cartella di pagamento n. 295 2024 00364481 80 000 (v. doc. all.1), notificata in data 12.02.2025, ed i ruoli ivi contenuti e cioè il ruolo n. 2024/001748, avente ad oggetto il mancato pagamento della tassa rifiuti solidi urbani riferita agli anni 2010, 2011 e 2012, con la quale si pretende il pagamento di euro 1.336,88.
Chiedeva l'annullamento della cartella, eccependo l'illegittimità sul presupposto della mancata notifica di atto sotteso e della prescrizione, e per difetto di motivazione.
L'Società_1 s.p.a. si è costituita contestando il ricorso e chiedendone il rigetto.
L'ADER si è costituita ed ha chiesto il rigetto del ricorso.
All'odierna udienza la causa è stata decisa.
MOTIVI DELLA DECISIONE
Ciò detto, va osservato come l'Società_1 s.p.a., costituendosi, ha versato in atti la prodromica intimazione di pagamento, in particolare dimostrando che in data 26/9/2019 è stata notificata l'intimazione n. 279681 (cfr.).
La stessa è stata pertanto correttamente notificata alla parte ricorrente, circostanza risultante documentalmente, e non opposta.
Quanto agli effetti della suddetta notificazione, va richiamato quanto al riguardo affermato dalla recente giurisprudenza della Corte di Cassazione, secondo cui “In tema di contenzioso tributario, l'intimazione di pagamento di cui all'art. 50 d.P.R. n. 602/1973, in quanto equiparabile all'avviso di mora di cui al precedente art. 46 d.P.R. n. 602/1973, è impugnabile autonomamente ai sensi dell'art. 19, comma 1, lett. e), d.lg. n.
546/1992, sicché la sua impugnazione non è meramente facoltativa, ma necessaria, pena la cristallizzazione dell'obbligazione.”( Cassazione civile sez. trib., 11/03/2025, n.6436).
Ne viene che, con riferimento agli anni 2010-2011-2012 la prospettata prescrizione quinquennale, atteso che la cartella è stata notificata in data 12/2/2025, non si è verificata, sicchè risulta tempestiva la notifica di tale atto impugnato avvenuta entro il successivo termine di prescrizione quinquennale, tenendo pure conto della proroga dei termini per la notifica introdotta dalla normativa emergenziale (fatti non contestati).
Né la parte ricorrente ha fornito prova di avere provveduto alla impugnazione delle prodromiche suddette intimazioni che l'impositore ha versato in atti(cfr.).
Inoltre, la motivazione dell'atto impugnato risulta sussistente anche attraverso il richiamo all'atto prodromico richiamato. Il ricorso va, pertanto, rigettato e le spese tra le parti seguono la soccombenza della parte ricorrente come da dispositivo
P.Q.M.
La Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Messina, Sez. 1, definitivamente pronunciando sul ricorso in questione, così provvede: rigetta il ricorso;
condanna la parte ricorrente a rifondere le spese del giudizio alle parti resistenti, che si liquidano in € 300,00 oltre accessori se dovuti, per ciascuna di esse e, quanto all'
“Società_1 S.p.A.”, distratte in favore del suo procuratore che ha reso la dichiarazione di legge.
Messina lì 9.1.2026
Il Giudice monocratico dott. Mauro Mirenna