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Sentenza 22 gennaio 2026
Sentenza 22 gennaio 2026
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Sul provvedimento
| Citazione : | Corte di Giustizia Tributaria di primo grado Reggio Calabria, sez. III, sentenza 22/01/2026, n. 468 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di giustizia tributaria di primo grado di Reggio Calabria |
| Numero : | 468 |
| Data del deposito : | 22 gennaio 2026 |
Testo completo
Sentenza n. 468/2026
Depositata il 22/01/2026
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
La Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di REGGIO CALABRIA Sezione 3, riunita in udienza il
18/12/2025 alle ore 10:30 in composizione monocratica:
CIANFARINI ALBERTO, Giudice monocratico in data 18/12/2025 ha pronunciato la seguente
SENTENZA
- sul ricorso n. 1411/2025 depositato il 27/02/2025
proposto da
Ricorrente_1 Telefono_1 - CF_Ricorrente_1
Difeso da
Difensore_1 - CF_Difensore_1
ed elettivamente domiciliato presso Email_1
contro
Consorzio Di Bonifica Della Calabria - 97113430793
elettivamente domiciliato presso Email_2
Avente ad oggetto l'impugnazione di:
- INVITO AL PAGAMENTO n. OOR0A2024C0N475158 BONIFICA 2024
a seguito di discussione in camera di consiglio e visto il dispositivo n. 7674/2025 depositato il
23/12/2025
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
parte ricorrente impugna Avviso di Pagamento Codice IUR OOR0A2024C0N475158, emesso dal Consorzio di Bonifica della Calabria per l'importo di € 117,66, relativo a contributi consortili per l'anno 2024, notificato in data 14/02/2025; chiede l'annullamento dello stesso atto perchè ai terreni del ricorrente, non era stata apportata alcuna miglioria traducibile in un aumento del valore fondiario ma, per quanto risulta allo stesso ricorrente molti dei terreni indicati non fanno parte del comprensorio di bonifica. Eventuale prova contraria dovrà essere data dal Consorzio.
Il Consorzio non si costituiva.
MOTIVI DELLA DECISIONE
il ricorso deve essere accolto, senza necessariamente dover analizzare tutte le eccezioni sollevate dal ricorrente, solo per la mancata prova depositata in atti della sussistenza di concreti benefici sul fondo.
Com'è noto il contributo consortile è un corrispettivo che deve essere versato da ogni proprietario di un immobile rientrante nel comprensorio di competenza del Consorzio, a fronte delle spese sostenute da quest'ultimo per la manutenzione e l'esercizio delle opere di bonifica;
la quantificazione del contributo consortile dipende dall'indice di beneficio attribuito da un'apposita classifica (cosiddetto “piano di classifica”).
Nel caso di specie, il Consorzio della Bonifica, per i contribuenti situati in zone montane, può pretendere il contributo consortile a titolo di corrispettivo dei lavori concretamente effettuati.
La Corte Costituzionale, con la sentenza 188/2018, aveva dichiarato l'illegittimità costituzionale della L.R.
Calabria n. 11 del 2003, art. 23, comma 1 lett. a), “nella parte in cui prevede che il contributo consortile di bonifica, quanto alle spese afferenti al conseguimento dei fini istituzionali dei Consorzi, è dovuto
“indipendentemente dal beneficio fondiario” invece che “in presenza del beneficio””.
La L.R. Calabria n. 13 del 2017, aveva posto rimedio a tale vulnus per il futuro. All'art.1 ha novellato l'art. 23 della L.R. Calabria n. 11 del 2003, statuendo al comma 1: All'articolo 23 della legge regionale 23 luglio
2003, n. 11 (Disposizioni per la bonifica e la tutela del territorio rurale. Ordinamento dei Consorzi di Bonifica), sono apportate le seguenti modifiche: a) il comma 1 è sostituito dal seguente: “1. Nel rispetto dei principi e dei criteri di cui all'Intesa Stato-Regioni del 18 settembre 2008 sulla Proposta per l'attuazione dell'articolo
27 del decreto legge n. 248/2007, come modificato dalla legge di conversione 28 febbraio 2008, n. 31
(Disposizioni in materia di riordino dei consorzi di bonifica), i proprietari di beni immobili agricoli ed extragricoli ricadenti nell'ambito di un comprensorio di bonifica, che traggono un beneficio, consistente nella conservazione o nell'incremento del valore degli immobili, derivante dalle opere pubbliche o dall'attività di bonifica effettuate o gestite dal Consorzio, sono obbligati al pagamento di un contributo consortile, secondo i criteri fissati dai piani di classifica elaborati e approvati ai sensi dell'articolo 24. Per beneficio deve intendersi il vantaggio tratto dall'immobile agricolo ed extragricolo a seguito dell'opera e dell'attività di bonifica tesa a preservarne, conservarne e incrementarne il relativo valore”.
La giurisprudenza, conseguentemente, aveva affermato che (Cassazione civile sez. trib., 05/11/2021, ud.
20/01/2021, dep. 05/11/2021, n.31851 con riferimento all'atto impositivo consortile) "In tema di contributi di bonifica, l'inclusione dell'immobile nel perimetro di contribuenza e la sua valutazione nell'ambito di un piano di classifica comporta l'onere del contribuente, che voglia disconoscere il debito, di contestare specificamente la legittimità del provvedimento ovvero il suo contenuto, nessun ulteriore onere probatorio gravando sul Consorzio_3, in difetto di specifica contestazione, in quanto dall'avvenuta approvazione del plano di classifica e della comprensione dell'immobile nel perimetro consortile deriva la presunzione del vantaggio fondiario, sia che si tratti di opere di bonifica propriamente detta sia che si tratti di opere di difesa idraulica” (Cass. sez. un. 26009 del 2008; Cass. sez. trib. n. 9099 del 2012; Cass. sez. trib. 4671 del 2012).
Tuttavia, il nuovo testo dell'art.7 comma 5bis del dlvo 546\1992 recita: “L'amministrazione prova in giudizio le violazioni contestate con l'atto impugnato". L'inclusione del terreno nel Circondario, oggetto del Piano di classifica, da solo non può più costituire, nel nuovo onere probatorio, elemento inferenziale per ricavare in automatico la esistenza dei benefici
A seguito della specifica eccezione circa l'assenza concreta di opere, si doveva – ex art. 7 comma 5bis dlvo
546\1992 - fornire in giudizio la prova, almeno indiretta, della presenza di opere concretamente effettuate.
Tale prova avrebbe potuto essere fornita ad es., attraverso il riparto delle spese effettuate in relazione ai comuni interessati dai lavori e soggetti proprietari incisi dal contributo. D'altronde non può essere il soggetto inciso a provare un fatto negativo quanto piuttosto l'ente che ha realizzato i lavori presupposto per il pagamento del Contributo.
Alla luce della particolare natura corrispettiva del contributo, non appare più sufficiente indicare la semplice presenza del piano di classifica e desumerne, automaticamente, positive ricadute in termini di arricchimento dello specifico terreno, all'interno del relativo spazio consortile.
L'onere probatorio è oggi in capo alla P.A. L'onere posto dal comma 5 bis - ossia la effettuazione concreta ed oggettiva dei lavori di miglioramento del fondo - a fronte della specifica eccezione non è stato assolto da parte della P.A. e, pertanto, il ricorso deve essere accolto.
Circa le spese di lite esse seguono la soccombenza e vengono liquidate in euro 143,00 in considerazione della semplicità del procedimento, oltre accessori di legge.
P.Q.M.
accoglie il ricorso e condanna parte intimata al pagamento delle spese di lite per euro 143,00 con distrazione.
Depositata il 22/01/2026
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
La Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di REGGIO CALABRIA Sezione 3, riunita in udienza il
18/12/2025 alle ore 10:30 in composizione monocratica:
CIANFARINI ALBERTO, Giudice monocratico in data 18/12/2025 ha pronunciato la seguente
SENTENZA
- sul ricorso n. 1411/2025 depositato il 27/02/2025
proposto da
Ricorrente_1 Telefono_1 - CF_Ricorrente_1
Difeso da
Difensore_1 - CF_Difensore_1
ed elettivamente domiciliato presso Email_1
contro
Consorzio Di Bonifica Della Calabria - 97113430793
elettivamente domiciliato presso Email_2
Avente ad oggetto l'impugnazione di:
- INVITO AL PAGAMENTO n. OOR0A2024C0N475158 BONIFICA 2024
a seguito di discussione in camera di consiglio e visto il dispositivo n. 7674/2025 depositato il
23/12/2025
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
parte ricorrente impugna Avviso di Pagamento Codice IUR OOR0A2024C0N475158, emesso dal Consorzio di Bonifica della Calabria per l'importo di € 117,66, relativo a contributi consortili per l'anno 2024, notificato in data 14/02/2025; chiede l'annullamento dello stesso atto perchè ai terreni del ricorrente, non era stata apportata alcuna miglioria traducibile in un aumento del valore fondiario ma, per quanto risulta allo stesso ricorrente molti dei terreni indicati non fanno parte del comprensorio di bonifica. Eventuale prova contraria dovrà essere data dal Consorzio.
Il Consorzio non si costituiva.
MOTIVI DELLA DECISIONE
il ricorso deve essere accolto, senza necessariamente dover analizzare tutte le eccezioni sollevate dal ricorrente, solo per la mancata prova depositata in atti della sussistenza di concreti benefici sul fondo.
Com'è noto il contributo consortile è un corrispettivo che deve essere versato da ogni proprietario di un immobile rientrante nel comprensorio di competenza del Consorzio, a fronte delle spese sostenute da quest'ultimo per la manutenzione e l'esercizio delle opere di bonifica;
la quantificazione del contributo consortile dipende dall'indice di beneficio attribuito da un'apposita classifica (cosiddetto “piano di classifica”).
Nel caso di specie, il Consorzio della Bonifica, per i contribuenti situati in zone montane, può pretendere il contributo consortile a titolo di corrispettivo dei lavori concretamente effettuati.
La Corte Costituzionale, con la sentenza 188/2018, aveva dichiarato l'illegittimità costituzionale della L.R.
Calabria n. 11 del 2003, art. 23, comma 1 lett. a), “nella parte in cui prevede che il contributo consortile di bonifica, quanto alle spese afferenti al conseguimento dei fini istituzionali dei Consorzi, è dovuto
“indipendentemente dal beneficio fondiario” invece che “in presenza del beneficio””.
La L.R. Calabria n. 13 del 2017, aveva posto rimedio a tale vulnus per il futuro. All'art.1 ha novellato l'art. 23 della L.R. Calabria n. 11 del 2003, statuendo al comma 1: All'articolo 23 della legge regionale 23 luglio
2003, n. 11 (Disposizioni per la bonifica e la tutela del territorio rurale. Ordinamento dei Consorzi di Bonifica), sono apportate le seguenti modifiche: a) il comma 1 è sostituito dal seguente: “1. Nel rispetto dei principi e dei criteri di cui all'Intesa Stato-Regioni del 18 settembre 2008 sulla Proposta per l'attuazione dell'articolo
27 del decreto legge n. 248/2007, come modificato dalla legge di conversione 28 febbraio 2008, n. 31
(Disposizioni in materia di riordino dei consorzi di bonifica), i proprietari di beni immobili agricoli ed extragricoli ricadenti nell'ambito di un comprensorio di bonifica, che traggono un beneficio, consistente nella conservazione o nell'incremento del valore degli immobili, derivante dalle opere pubbliche o dall'attività di bonifica effettuate o gestite dal Consorzio, sono obbligati al pagamento di un contributo consortile, secondo i criteri fissati dai piani di classifica elaborati e approvati ai sensi dell'articolo 24. Per beneficio deve intendersi il vantaggio tratto dall'immobile agricolo ed extragricolo a seguito dell'opera e dell'attività di bonifica tesa a preservarne, conservarne e incrementarne il relativo valore”.
La giurisprudenza, conseguentemente, aveva affermato che (Cassazione civile sez. trib., 05/11/2021, ud.
20/01/2021, dep. 05/11/2021, n.31851 con riferimento all'atto impositivo consortile) "In tema di contributi di bonifica, l'inclusione dell'immobile nel perimetro di contribuenza e la sua valutazione nell'ambito di un piano di classifica comporta l'onere del contribuente, che voglia disconoscere il debito, di contestare specificamente la legittimità del provvedimento ovvero il suo contenuto, nessun ulteriore onere probatorio gravando sul Consorzio_3, in difetto di specifica contestazione, in quanto dall'avvenuta approvazione del plano di classifica e della comprensione dell'immobile nel perimetro consortile deriva la presunzione del vantaggio fondiario, sia che si tratti di opere di bonifica propriamente detta sia che si tratti di opere di difesa idraulica” (Cass. sez. un. 26009 del 2008; Cass. sez. trib. n. 9099 del 2012; Cass. sez. trib. 4671 del 2012).
Tuttavia, il nuovo testo dell'art.7 comma 5bis del dlvo 546\1992 recita: “L'amministrazione prova in giudizio le violazioni contestate con l'atto impugnato". L'inclusione del terreno nel Circondario, oggetto del Piano di classifica, da solo non può più costituire, nel nuovo onere probatorio, elemento inferenziale per ricavare in automatico la esistenza dei benefici
A seguito della specifica eccezione circa l'assenza concreta di opere, si doveva – ex art. 7 comma 5bis dlvo
546\1992 - fornire in giudizio la prova, almeno indiretta, della presenza di opere concretamente effettuate.
Tale prova avrebbe potuto essere fornita ad es., attraverso il riparto delle spese effettuate in relazione ai comuni interessati dai lavori e soggetti proprietari incisi dal contributo. D'altronde non può essere il soggetto inciso a provare un fatto negativo quanto piuttosto l'ente che ha realizzato i lavori presupposto per il pagamento del Contributo.
Alla luce della particolare natura corrispettiva del contributo, non appare più sufficiente indicare la semplice presenza del piano di classifica e desumerne, automaticamente, positive ricadute in termini di arricchimento dello specifico terreno, all'interno del relativo spazio consortile.
L'onere probatorio è oggi in capo alla P.A. L'onere posto dal comma 5 bis - ossia la effettuazione concreta ed oggettiva dei lavori di miglioramento del fondo - a fronte della specifica eccezione non è stato assolto da parte della P.A. e, pertanto, il ricorso deve essere accolto.
Circa le spese di lite esse seguono la soccombenza e vengono liquidate in euro 143,00 in considerazione della semplicità del procedimento, oltre accessori di legge.
P.Q.M.
accoglie il ricorso e condanna parte intimata al pagamento delle spese di lite per euro 143,00 con distrazione.