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Sentenza 9 gennaio 2026
Sentenza 9 gennaio 2026
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Sul provvedimento
| Citazione : | Corte di Giustizia Tributaria di primo grado Caserta, sez. II, sentenza 09/01/2026, n. 149 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di giustizia tributaria di primo grado di Caserta |
| Numero : | 149 |
| Data del deposito : | 9 gennaio 2026 |
Testo completo
Sentenza n. 149/2026
Depositata il 09/01/2026
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
La Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di CASERTA Sezione 2, riunita in udienza il 01/12/2025 alle ore 09:00 con la seguente composizione collegiale:
IZZO FAUSTO, Presidente
NA IE, RE
ACCONCIA RENATO, Giudice
in data 01/12/2025 ha pronunciato la seguente
SENTENZA
- sul ricorso n. 2657/2025 depositato il 14/06/2025
proposto da
Ricorrente_1 - CF_Ricorrente_1
Difeso da
Difensore_1 - CF_Difensore_1
ed elettivamente domiciliato presso Email_1
contro
Ag.entrate - Riscossione - Caserta
elettivamente domiciliato presso Email_2
Ag. Entrate Direzione Provinciale Caserta - Via Santa Chiara 40 81100 Caserta CE
elettivamente domiciliato presso Email_3
Avente ad oggetto l'impugnazione di:
- CARTELLA DI PAGAMENTO n. 02820250002880370000 IRPEF-REDDITI LAVORO DIPENDENTE E
ASSIMILATI
a seguito di discussione in camera di consiglio e visto il dispositivo n. 5247/2025 depositato il 02/12/2025
Richieste delle parti:
Ricorrente: accogliere il ricorso.
Resistente: respingere il ricorso.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
La Sig.ra Ricorrente_1, rapp.ta e difesa dall'Avv.to Difensore_1, impugna la cartella di pagamento n. 02820250002880370000 con cui gli si chiede il pagamento di importo pari ad € 6.069,88 relativa ad un controllo modello 730 anno 2020.
La parte ricorrente deduce di non aver inviato alcun modello 730 per l'anno in questione, non avendo lavorato né percepito redditi, come da allegato estratto contributivo rilasciato dall'INPS e certificato del Centro per l'Impiego di Piedimonte Matese, dal quale si evince che era disoccupata con riguardo all'anno oggetto di contestazione.
In data 12 aprile 2022, la Procura della Repubblica di Napoli aveva emesso decreto di sequestro probatorio delle carte di credito di oltre 154 contribuenti ivi compresa quella intestata all'odierna ricorrente nell'ambito del procedimento penale R.G. 6292/2022. Assume di essere stata vittima di una colossale truffa messa in atto nell'anno 2020 ovvero nell'anno dell'emergenza pandemica da COVID 19 durante la quale erano stati erogati bonus e sussidi senza la necessaria istruttoria . Conclude per l'annullamento dell'atto impugnato.
L'Agenzia delle Entrate-Direzione Provinciale di Caserta , costituitasi, conclude per il rigetto dell'avverso ricorso.
All'udienza odierna il ricorso è stato deciso.
MOTIVI DELLA DECISIONE
Il ricorso è fondato e va accolto. Risulta in primo luogo documentato lo stato di disoccupazione della ricorrente per l'anno 2020 ( cfr. in atti ) e la denunzia querela dalla stessa proposta nella quale ribadisce di essere disoccupata, di non aver mai percepito somme di danaro per l'anno in questione, avendo scoperto di essere stata vittima di truffa da parte probabilmente di tale Nominativo_1 che, profittando della conoscenza con la cognata dell'istante , si era fatta consegnare la carta di identità e tessera sanitaria , con il pretesto di fare una domanda per sussidi a famiglie bisognose, e che aveva invece utilizzato tali dati per intestarle una carta di credito sulla quale erano pervenute somme di danaro da parte dell'Agenzia delle entrate di cui non aveva mai avuto conoscenza. Tale ricostruzione fattuale ha trovato riscontro nell'indagine della Procura della
Repubblica del Tribunale di Napoli che , nel disporre il sequestro probatorio della carta di credito, ha chiarito come si era accertata una "capillare attività truffaldina che aveva consentito di identificare almeno 154 contribuenti dell'agenzia delle entrate per i quali risultano dichiarazioni dei redditi , modello 730\2021, anno di imposta 2020 , presentate a loro insaputa con relativa attivazione delle carte di credito su parte delle quali l'agenzia delle entrate aveva già erogato rimborsi"( cfr. decreto di sequestro probatorio della Procura di
Napoli nel quale è ricompresa la carta di credito intestata a sua insaputa all'attuale ricorrente). Alla luce degli elementi acquisiti, deve ritenersi che l'istante sia stata, come moltissime altre persone, vittima di truffa , non avendo intascato alcun importo e dovendo per ciò solo annullarsi l'atto impugnato, potendosi compensare le spese di lite per l'assoluta peculiarità della controversia insorta.
P.Q.M.
La Corte accoglie il ricorso e compensa le spese.
Depositata il 09/01/2026
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
La Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di CASERTA Sezione 2, riunita in udienza il 01/12/2025 alle ore 09:00 con la seguente composizione collegiale:
IZZO FAUSTO, Presidente
NA IE, RE
ACCONCIA RENATO, Giudice
in data 01/12/2025 ha pronunciato la seguente
SENTENZA
- sul ricorso n. 2657/2025 depositato il 14/06/2025
proposto da
Ricorrente_1 - CF_Ricorrente_1
Difeso da
Difensore_1 - CF_Difensore_1
ed elettivamente domiciliato presso Email_1
contro
Ag.entrate - Riscossione - Caserta
elettivamente domiciliato presso Email_2
Ag. Entrate Direzione Provinciale Caserta - Via Santa Chiara 40 81100 Caserta CE
elettivamente domiciliato presso Email_3
Avente ad oggetto l'impugnazione di:
- CARTELLA DI PAGAMENTO n. 02820250002880370000 IRPEF-REDDITI LAVORO DIPENDENTE E
ASSIMILATI
a seguito di discussione in camera di consiglio e visto il dispositivo n. 5247/2025 depositato il 02/12/2025
Richieste delle parti:
Ricorrente: accogliere il ricorso.
Resistente: respingere il ricorso.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
La Sig.ra Ricorrente_1, rapp.ta e difesa dall'Avv.to Difensore_1, impugna la cartella di pagamento n. 02820250002880370000 con cui gli si chiede il pagamento di importo pari ad € 6.069,88 relativa ad un controllo modello 730 anno 2020.
La parte ricorrente deduce di non aver inviato alcun modello 730 per l'anno in questione, non avendo lavorato né percepito redditi, come da allegato estratto contributivo rilasciato dall'INPS e certificato del Centro per l'Impiego di Piedimonte Matese, dal quale si evince che era disoccupata con riguardo all'anno oggetto di contestazione.
In data 12 aprile 2022, la Procura della Repubblica di Napoli aveva emesso decreto di sequestro probatorio delle carte di credito di oltre 154 contribuenti ivi compresa quella intestata all'odierna ricorrente nell'ambito del procedimento penale R.G. 6292/2022. Assume di essere stata vittima di una colossale truffa messa in atto nell'anno 2020 ovvero nell'anno dell'emergenza pandemica da COVID 19 durante la quale erano stati erogati bonus e sussidi senza la necessaria istruttoria . Conclude per l'annullamento dell'atto impugnato.
L'Agenzia delle Entrate-Direzione Provinciale di Caserta , costituitasi, conclude per il rigetto dell'avverso ricorso.
All'udienza odierna il ricorso è stato deciso.
MOTIVI DELLA DECISIONE
Il ricorso è fondato e va accolto. Risulta in primo luogo documentato lo stato di disoccupazione della ricorrente per l'anno 2020 ( cfr. in atti ) e la denunzia querela dalla stessa proposta nella quale ribadisce di essere disoccupata, di non aver mai percepito somme di danaro per l'anno in questione, avendo scoperto di essere stata vittima di truffa da parte probabilmente di tale Nominativo_1 che, profittando della conoscenza con la cognata dell'istante , si era fatta consegnare la carta di identità e tessera sanitaria , con il pretesto di fare una domanda per sussidi a famiglie bisognose, e che aveva invece utilizzato tali dati per intestarle una carta di credito sulla quale erano pervenute somme di danaro da parte dell'Agenzia delle entrate di cui non aveva mai avuto conoscenza. Tale ricostruzione fattuale ha trovato riscontro nell'indagine della Procura della
Repubblica del Tribunale di Napoli che , nel disporre il sequestro probatorio della carta di credito, ha chiarito come si era accertata una "capillare attività truffaldina che aveva consentito di identificare almeno 154 contribuenti dell'agenzia delle entrate per i quali risultano dichiarazioni dei redditi , modello 730\2021, anno di imposta 2020 , presentate a loro insaputa con relativa attivazione delle carte di credito su parte delle quali l'agenzia delle entrate aveva già erogato rimborsi"( cfr. decreto di sequestro probatorio della Procura di
Napoli nel quale è ricompresa la carta di credito intestata a sua insaputa all'attuale ricorrente). Alla luce degli elementi acquisiti, deve ritenersi che l'istante sia stata, come moltissime altre persone, vittima di truffa , non avendo intascato alcun importo e dovendo per ciò solo annullarsi l'atto impugnato, potendosi compensare le spese di lite per l'assoluta peculiarità della controversia insorta.
P.Q.M.
La Corte accoglie il ricorso e compensa le spese.