Cass. pen., sez. III, sentenza 17/05/2016, n. 33049
CASS
Sentenza 17 maggio 2016

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Il cappellano del carcere riveste la qualità di incaricato di pubblico servizio, avuto riguardo ai compiti assegnatigli per legge, funzionali all'interesse pubblico perseguito dallo Stato nel trattamento delle persone condannate o internate. (In motivazione, la S.C. ha precisato che l'attività svolta dal cappellano del carcere trova il suo fondamento nell'art. 15 dell' ord. pen. che prevede che il trattamento del condannato e dell'internato sia svolto avvalendosi anche della religione e, a tal fine, contempla il servizio di assistenza cattolica all'interno della struttura penitenziaria con compito di organizzare e presiedere alle pratiche di culto, istruzione e assistenza dei detenuti).

Non è configurabile il concorso del reato di violenza sessuale commesso mediante costrizione della vittima, previsto dal comma primo dell'art. 609 bis cod. pen., con quello di induzione indebita, previsto dall'art. 319 quater cod. pen., essendo logicamente incompatibile la condotta di "costrizione", di cui alla prima fattispecie, con quella di "induzione", prevista nella seconda. (Fattispecie di atti sessuali commessi dal cappellano del carcere con costrizione consistita in condotte repentine di toccamenti dei genitali e sfregamento del pene sul corpo dei detenuti e con abuso di autorità derivante dalla sua posizione).

In tema di violenza sessuale, l'espressione "abuso di autorità" che costituisce, unitamente alla "violenza" o alla "minaccia", una delle modalità di consumazione del reato previsto dall'art. 609-bis cod. pen., ricomprende non solo le posizioni autoritative di tipo formale e pubblicistico - coincidenti con la qualifica di pubblico ufficiale - ma anche ogni potere di supremazia di natura privata, di cui l'agente abusi per costringere il soggetto passivo a compiere o a subire atti sessuali. (Fattispecie relativa a violenza sessuale commessa dal cappellano del carcere - incaricato di pubblico servizio - nei confronti dei detenuti).

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. III, sentenza 17/05/2016, n. 33049
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 33049
Data del deposito : 17 maggio 2016

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