Sentenza 7 gennaio 2008
Massime • 1
I dipendenti dei consorzi agrari incaricati della gestione degli ammassi obbligatori e facoltativi svolgono attività pubblicistica anche se legati all'ente da rapporti di diritto privato - purché non siano addetti a svolgere attività meramente manuali o accessorie - e sono pertanto da considerare incaricati di un pubblico servizio o pubblici ufficiali in relazione alle mansioni in concreto svolte. (Nel caso di specie, la S.C. ha ritenuto che il legale rappresentante di un consorzio agrario regionale deve essere considerato incaricato di un pubblico servizio).
Commentari • 0
Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. VI, sentenza 07/01/2008, n. 7959 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 7959 |
| Data del deposito : | 7 gennaio 2008 |
Testo completo
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Camera di consiglio
Dott. DI VIRGINIO Adolfo - Presidente - del 07/01/2008
Dott. OLIVA Bruno - Consigliere - SENTENZA
Dott. AGRÒ ON S. - Consigliere - N. 00036
Dott. PAOLONI Giacomo - Consigliere - REGISTRO GENERALE
Dott. CARCANO Domenico - Consigliere - N. 006042/2007
ha pronunciato la seguente:
SENTENZA
sul ricorso proposto da:
PROCURATORE GENERALE DELLA REPUBBLICA PRESSO CORTE D'APPELLO di POTENZA;
nei confronti di:
1) CC NI, N. IL 25/05/1965;
avverso SENTENZA del 19/06/2006 TRIBUNALE di MELFI;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. CARCANO DOMENICO;
lette le conclusioni del P.G. per l'annullamento senza rinvio del provvedimento impugnato e la trasmissione degli atti dal Tribunale di Melfi.
RITENUTO IN FATTO
Che il Procuratore generale della Repubblica presso la Corte d'appello di Potenza propone ricorso contro la sentenza in epigrafe indicata con la quale ex art. 444 c.p.p. è stata applicata a CC ON la pena richiesta dalle parti per il delitto di appropriazione indebita;
che, ad avviso del ricorrente, ON CC avrebbe dovuto rispondere del delitto di peculato, in quanto all'epoca dei fatti rivestiva la funzione di legale rappresentante de consorzio agrario regionale della Lucania e di Taranto e, come tale, da considerare incaricato di un pubblico servizio;
che tale è la sintesi ex art. 173 disp. att. c.p.p., comma 1, delle questioni poste col ricorso.
CONSIDERATO IN DIRITTO
Che ai consorzi agrari sono affidati compiti di natura tecnica, sociale ed economica, tra i quali quello della gestione degli ammassi obbligatori e facoltativi, che costituisce esplicazione di attività pubblicistica e che, con tale attività vengono infatti realizzate evidenti finalità di carattere pubblico, in quanto sono assicurati i servizi di rifornimento istituiti dallo stato, e finalità economiche di interesse collettivo, quale il sostegno dei prezzi;
che, pertanto, i dipendenti dei consorzi agrari incaricati della gestione degli ammassi esplicano attività pubblicistica, a nulla rilevando che essi dipendano da un ente privato, e perciò deve loro riconoscersi la qualità di pubblici ufficiali;
che in tal senso si è già espressa questa Corte in tema di peculato, secondo cui coloro i quali concorrono allo svolgimento di detta attività, anche se legati all'ente da rapporti di impiego privato (purché non siano addetti a svolgere mere attività manuali od accessorie) sono incaricati di un pubblico servizio o pubblici ufficiali in relazioni alle mansioni in concreto svolte (Sez. 2, 15 marzo 1986, dep. 12 maggio 1986, n. 3658; Sez. 6, 6 ottobre 1983, dep. 2 febbraio 1984, n. 876);
che ON CC, come risulta dal capo di imputazione, rivestiva la qualità di legale rappresentante de consorzio agrario regionale della Lucania e di Taranto e, come tale, da considerare incaricato di un pubblico servizio;
che la censura proposta è ammissibile, in quanto attiene a una violazione di legge in cui è incorsa la sentenza impugnata e, pertanto, la fondatezza dei rilievi comporta l'annullamento senza rinvio della sentenza de qua e la trasmissione degli atti al Tribunale di Melfi per una nuova deliberazione.
P.Q.M.
Annulla l'ordinanza impugnata senza rinvio e dispone la trasmissione degli atti al Tribunale di Melfi per l'ulteriore corso. Così deciso in Roma, il 7 gennaio 2008.
Depositato in Cancelleria il 21 febbraio 2008