Cass. civ., SS.UU., sentenza 13/03/2001, n. 115
CASS
Sentenza 13 marzo 2001

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Lo stato d'insolvenza dell'imprenditore commerciale, quale presupposto per la dichiarazione di fallimento, si realizza in presenza di una situazione d'impotenza, strutturale e non soltanto transitoria, a soddisfare regolarmente e con mezzi normali le proprie obbligazioni a seguito del venir meno delle condizioni di liquidità e di credito necessarie alla relativa attività, mentre resta in proposito irrilevante ogni indagine sull'imputabilità o meno all'imprenditore medesimo delle cause del dissesto, ovvero sulla loro riferibilità a rapporti estranei all'impresa, così come sull'effettiva esistenza ed entità dei crediti fatti valere nei suoi confronti. Ne consegue che del tutto legittimamente l'autorità giudiziaria ordinaria adita per la dichiarazione di fallimento dell'imprenditore insolvente a fronte di un ingente debito tributario provvede a tale dichiarazione, senza entrare nel merito delle pretese impositive (che, nella specie, si assumevano impugnate dinanzi alla competente commissione tributaria da parte del fallito) e senza, pertanto, violare alcun principio in tema di riparto di giurisdizione tra G.O. e Commissioni tributarie.

Commentario1

  • 1La dilazione di pagamento del debito erariale nella liquidazione giudiziale a margine di una recente sentenzaAccesso limitato
    Adriana Salvati · https://www.rivistadirittotributario.it/ · 19 giugno 2025

Sul provvedimento

Citazione :
Cass. civ., SS.UU., sentenza 13/03/2001, n. 115
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 115
Data del deposito : 13 marzo 2001

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