Sentenza 14 febbraio 2014
Massime • 2
Ai fini della valutazione della convergenza delle chiamate in correità, il nucleo essenziale della propalazione deve essere individuato, non in termini astratti dal contesto delle rappresentazioni, con esclusivo e limitato riferimento all'azione tipizzata dalla norma incriminatrice, ma in relazione allo specifico fatto materiale oggetto della narrazione, nella sua interezza e alla stregua del rilievo assegnato dal dichiarante, nella struttura del racconto, alle circostanze evocate.
Le dichiarazioni predibattimentali del coimputato, che accetta di essere esaminato in dibattimento e rilascia dichiarazioni difformi da quelle rese nella fase delle indagini preliminari, sono acquisibili nel fascicolo del dibattimento e valgono come prova sia nei confronti di chi le ha rese sia, qualora ricorrano le condizioni previste dall'art. 500, comma quarto, cod. proc. pen., nei confronti di altri imputati.
Commentario • 1
- 1. Art. 533 - Condanna dell’imputatohttps://www.filodiritto.com/
Rassegna giurisprudenziale Condanna dell'imputato (art. 533) Principio dell'al di là di ogni ragionevole dubbio (sentenze di condanna) Il principio “al di là di ogni ragionevole dubbio”, da considerarsi un pilastro del sistema, non costituisce solo una regola di giudizio ma proietta la propria rilevanza anche sul piano della formazione della prova, imponendo l'acquisizione di materiale probatorio di fonte non unilaterale, in modo che la decisione giudiziale possa fondarsi sull'apporto dialettico di elementi dimostrativi di provenienza contrapposta, sì da dar vita a una feconda dialettica conoscitiva e a un quadro probatorio caratterizzato da ricchezza ed affidabilità di apporti …
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. I, sentenza 14/02/2014, n. 28221 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 28221 |
| Data del deposito : | 14 febbraio 2014 |
Testo completo
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