Cass. pen., sez. I, sentenza 14/04/2010, n. 20864
CASS
Sentenza 14 aprile 2010

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La nullità conseguente all'incompatibilità dell'interprete è di natura relativa e va pertanto eccepita, a pena di decadenza, entro i termini di cui all'art. 182, comma secondo, cod. proc. pen..

L'idoneità a rendere testimonianza è concetto diverso, e di maggior ampiezza, rispetto a quello della capacità di intendere e di volere, implicando non soltanto la necessità di determinarsi liberamente e coscientemente, ma anche quella di discernimento critico del contenuto delle domande al fine di adeguarvi coerenti risposte, di capacità di valutazione delle domande di natura suggestiva, di sufficiente capacità mnemonica in ordine ai fatti specifici oggetto della deposizione, di piena coscienza dell'impegno di riferire con verità e completezza i fatti a sua conoscenza. Ne consegue che l'obbligo di accertamento della capacità di intendere e di volere ai fini del disposto dell'art. 196 cod. proc. pen. non deriva da qualsivoglia comportamento contraddittorio, inattendibile o immemore de teste, ma sussiste soltanto in presenza di una situazione di abnorme mancanza in lui di ogni elemento sintomatico della sua assunzione di responsabilità comportamentale in relazione all'ufficio ricoperto.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. I, sentenza 14/04/2010, n. 20864
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 20864
    Data del deposito : 14 aprile 2010

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