Cass. civ., sez. I, sentenza 10/05/1999, n. 4621
CASS
Sentenza 10 maggio 1999

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Le azioni di rivalsa per il rimborso delle spese di spedalità in caso di ricovero di soggetto in condizione di povertà, previste, in presenza di determinati requisiti, dall'art. 1 della legge n. 1580 del 1931, costituiscono specificazioni dell'azione generale di indebito arricchimento. Ne consegue che esse vanno rigettate nel merito ove il giudice accerti la mancanza dell'arricchimento senza causa, come nel caso in cui l'azione sia stata proposta ex art. 1, terzo comma, della legge citata, nei confronti di soggetti non tenuti agli alimenti nei confronti del ricoverato, e che, pertanto, non si siano indebitamente arricchiti con pregiudizio della unità sanitaria locale.

In tema di rimborso di spese di spedalità per il caso di degenza presso una struttura pubblica ospedaliera, l'art. 1 della legge n. 1580 del 1931 configura due tipi di azioni di rivalsa: la prima è quella di cui al primo comma, da farsi valere contro i ricoverati che non si trovino in condizioni di povertà (e, nella ipotesi di decesso degli stessi, nei confronti dei loro eredi legittimi e testamentari), la seconda è quella di cui al terzo comma, che può essere esercitata verso i congiunti per legge tenuti agli alimenti durante il periodo di ricovero, e che si trovino in condizione di sostenere, almeno parzialmente, l'onere della degenza (oltre che verso i responsabili delle lesioni o malattie). Data la diversità delle due azioni, quanto a condizioni soggettive ed oggettive di proponibilità, il passaggio dall'una all'altra comporta introduzione nel giudizio di una domanda nuova, sia agli effetti di cui all'art. 345, che dell'art. 394, ultimo comma, cod.proc.civ..

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. civ., sez. I, sentenza 10/05/1999, n. 4621
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 4621
    Data del deposito : 10 maggio 1999

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