Sentenza 5 febbraio 2004
Massime • 1
In tema di flagranza, le ricerche del reo da parte della polizia giudiziaria eseguite immediatamente e subito concluse non possono essere equiparate all'inseguimento ad opera della medesima polizia giudiziaria, ne' può ravvisarsi la flagranza quando l'azione che porta all'arresto trova il suo momento iniziale in una denuncia della persona offesa (nel caso di specie, la polizia giudiziaria aveva proceduto all'arresto per il reato di furto dopo lo svolgimento di brevi indagini a seguito della denuncia della persona offesa e la Corte ha escluso che ricorresse lo stato di flagranza).
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. IV, sentenza 05/02/2004, n. 17619 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 17619 |
| Data del deposito : | 5 febbraio 2004 |
Testo completo
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Camera di consiglio
Dott. BATTISTI Mariano - Presidente - del 05/02/2004
Dott. COSTANZO Enzo - Consigliere - SENTENZA
Dott. DE BIASE Arcangelo - Consigliere - N. 262
Dott. BRUSCO Carlo Giuseppe - Consigliere - REGISTRO GENERALE
Dott. PICCIALLI Patrizia - Consigliere - N. 025252/2003
ha pronunciato la seguente:
SENTENZA/ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
PUBBLICO MINISTERO PRESSO TRIBUNALE di REGGIO EMILIA;
nei confronti di:
1) UM ZI N. IL 15/02/1966;
2) SE AM N. IL 14/08/1974;
avverso ORDINANZA del 08/02/2003 TRIBUNALE di REGGIO EMILIA;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. COSTANZO ENZO;
lette le conclusioni del P.G. GALASSO per l'annullamento con rinvio del provvedimento impugnato.
OSSERVA
Rilevato che con l'ordinanza in epigrafe riportata, il Tribunale di Reggio Emilia rigettava la richiesta di convalida dell'arresto eseguito dalla Polizia Giudiziaria nei confronti di UMZI e SE AM;
che avverso il provvedimento ricorre in Cassazione il P.M., competente ratione loci, denunciando erronea applicazione degli artt. 382 e 391 C.P.P.; che lo stesso deduce che, nella specie, l'immediato inseguimento da parte della P.G. e la contestuale identificazione degli autori del fatto reato senza soluzione di continuità, possano sussumersi nell'ambito dell'ipotesi di quasi flagranza, erroneamente ritenuta insussistente dal Giudice di merito;
considerato che dal contesto del provvedimento impugnato emerge che all'identificazione dei responsabili del furto delle chiavi dell'autovettura si era pervenuti dopo lo svolgimento sia pure rapidissimo di indagini da parte della Polizia Giudiziaria non appena ricevute la denuncia della persona offesa e le dichiarazioni dell'addetto alla discoteca nonché la descrizione in modo circostanziata e univoco dello svolgimento dell'episodio; che questi ultimi avevano, inoltre, successivamente proceduto al riconoscimento dei quattro responsabili del furto e che il lasso di tempo intercorso tra la commissione del fatto e l'effettuato riconoscimento personale dovevasi ritenere "brevissimo" e, quindi, tale da costituire ulteriore indice di attendibilità sia delle dichiarazioni rilasciate che dei riconoscimenti effettuati;
che in seguito all'identificazione degli autori del fatto-reato mediante il riconoscimento effettuato dai due testimoni, CC NI (parte lesa) e RA NO (addetto alla discoteca), i prevenuti avevano indicato il luogo preciso in cui avevano occultato le chiavi dell'autovettura;
considerato che
se è pur vero che nel concetto di inseguimento da parte della P.G., richiamato dall'art. 382 C.P.P. rientra non solo l'inseguimento in senso stretto ma anche l'azione che, senza soluzione di continuità, viene intrapresa subito dopo la commissione di un reato per raggiungere la persona da arrestare (Cass. 20/3/1999 n. 2879 RV. 212711; Cass. 30/5/1999 4 n. 1646, Padovano), tuttavia, in tema di flagranza le ricerche del reo da parte della Polizia Giudiziaria immediatamente eseguite e concluse non possono essere equiparate all'inseguimento ad opera della medesima Polizia Giudiziaria mentre, d'altro canto, non può ravvisarsi la flagranza allorché l'azione che porta all'arresto trova il suo momento iniziale in una denuncia della persona offesa (Cass. 27/2/1991 n. 4860 RV. 186494); che, pertanto, la valutazione in ordine alla insussistenza delle ipotesi previste dall'art. 382 C.P.P. effettuata dal Giudice di merito, appare corretta.
P.Q.M.
Rigetta il ricorso.
Così deciso in Roma, il 5 febbraio 2004.
Depositato in Cancelleria il 16 aprile 2004