Sentenza 19 aprile 2002
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. civ., sez. I, sentenza 19/04/2002, n. 5706 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 5706 |
| Data del deposito : | 19 aprile 2002 |
Testo completo
IN NOME DE057 06 / 02 REPUBBLICA ITALIAN CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE Oggetto esfelmele SEZIONE PRIMA CIVILE preceffiti. ✓ posta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: R.G.N. 2099/00 Presidente SAGGIO Dott. Antonio Dott. Alessandro Consigliere CRISCUOLO Consigliere Cron. 16944 Dott. Ugo Riccardo PANEBIANCO Consigliere Rep. Dott. Mario Rosario MORELLI Dott. Giuseppe Maria BERRUTI Ud. 27/11/01 - Rel. Consigliere ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: EL DE LA, elettivamente domiciliato in ROMA VIALE REGINA MARGHERITA 59, presso l'avvocato MARIO DI BIAGIO, che lo rappresenta e difende unitamente all'avvocato FEDERICO CIPOLLA, giusta procura in calce al ricorso;
we ricorrente
contro
MINISTERO DELL'INTERNO, in persona del Ministro pro tempore, domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso 1'AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo 2001 rappresenta e difende ope legis;
2411 - controricorrente avverso il provvedimento del Tribunale di TORINO, depositato il 12/11/99; udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 27/11/2001 dal Consigliere Dott. Giuseppe Maria BERRUTI;
udito per il ricorrente, l'Avvocato Di Biagio, che ha chiesto l'accoglimento del ricorso;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. Aurelio GOLIA che ha concluso per il rigetto del ricorso. SVOLGIMENTO DEL PROCESSO ĥ Il Prefetto della Provincia di Torino in data 12 ottobre 1999 emetteva provvedimento di espulsione dal territorio nazionale nei confronti del cittadino maroc- chino AH El EN, sulla base dell'art. 13 lett. c, del tu n. 286 del 1998, e dell'art. 1 della legge n. 1423 del 1956, nn. 1 e 2. Lo straniero impugnava il provvedimento davanti al Tribunale di Torino, che lo respingeva. Il giudice del merito rilevava elementi ta- li da giustificare la formulazione del giudizio di pe- ricolosità effettuato dalla autorità amministrativa. Lo straniero ricorre per cassazione con un motivo. Resiste il Ministro dell'Interno con controricorso. MOTIVI DELLA DECISIONE 1) Deve preliminarmente essere dichiarato inammis- 2 sibile il controricorso del Ministro degli Interni. Ta- le autorità infatti non è legittimata a ricorrere o a resistere nei giudizi di impugnativa dei decreti di espulsione di cui al predetto TU n. 286 del 1998. Sif- fatta legittimazione spetta, ai sensi dell'art. 13 bis n. 2 dello stesso testo di legge, solo alla autorità che ha emesso il provvedimento oggetto di impugnazione, ovvero al Prefetto della Provincia, (vedi per tutte S.U. n. 118 del 2000). 2) Con l'unico motivi AH El EN lamenta la violazione e la erronea interpretazione dell'art. della legge n. 1423 del 1956. Sostiene che nella specie è stata applicata una misura di sicurezza (recte pre- venzione), senza il necessario accertamento dei fatti che la fanno desumere ma semplicemente in base alla storia giudiziaria del soggetto interessato. Sostiene che pertanto sul punto la motivazione è stata del tutto omessa. 2a) Osserva la Corte che la legge, all'art. 13 del tu n. 286 del 1998, nel disciplinare il potere ammini- strativo di espellere lo straniero extracomunitario dal territorio nazionale indica quale presupposto tra gli altri la appartenenza ad una delle categorie di cui all'art. 1 della legge n. 1423 del 56, che nei confron- ti del cittadino italiano determinerebbe la applicazio 3 " ne di una misura di prevenzione. Consegue che la valutazione della corretta applica- zione di tale normativa va compiuta, nella materia che ne occupa anche alla stregua dei principi che regolano l'impugnativa di siffatti provvedimenti espulsivi da- vanti al giudice civile. Ciò premesso la doglianza è infondata. Il Tribunale nel giudizio necessariamente sintomatico che spettava alla autorità amministrativa ha ritenuto sufficienti a sostenere il provvedimento i dati certi delle numerose condanne riportate a breve distanza 1'una dall'altra dallo straniero anche per i reati quali lo spaccio di sostanze stupefacenti. reati che possono far dedurre ragionevolmente che il loro autore tragga da essi i proventi per vivere. Il ricorrente peraltro, che è stato sentito dal giudice, non sostiene nell'atto introduttivo del pre- sente giudizio di avere allegato elementi di fatto, al- trettanto certi come le ravvicinate condanne, tali da far desumere un cambiamento del suo stile di vita. Non sussistono pertanto le lamentate violazioni di legge, mentre per altro verso parte della doglianza inammissibile laddove tenta di riesaminare i fatti di causa. 3) Il ricorso deve essere rigettato. Non deve darsi pronuncia sulle spese.
P.Q.M.
La Corte rigetta il ricorso. In Roma il 27 novembre 2001. Il Consigliere estensore Giuseppe Maria Berruti м CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE Prima Sezione Civile Depositato in Cancelleria 19 APR. 2002 IL CANCELLIERE 1 05 Il Presidente Antonio Saggio busu. With IL CANCELLIERE Luisa Passinetti