Sentenza 29 novembre 2006
Massime • 1
L'"unicità del disegno criminoso" tipica del reato continuato non è configurabile nei reati colposi, nei quali l'evento non è voluto dall'agente, così che la condotta, genericamente voluta, non può considerarsi in alcun modo diretta a realizzare l'evento, come può invece verificarsi nel caso in cui l'agente realizzato il reato colposo agendo nonostante la previsione dell'evento. (Nella fattispecie la Corte ha escluso che potesse ritenersi il vincolo della continuazione tra il reato di omicidio colposo, nella specie non aggravato dalla colpa con previsione, e quello di guida sotto l'influenza dell'alcool).
Commentario • 1
- 1. Reato complesso, guida in stato di ebbrezza, omicidio colposo, insussistenzaAccesso limitatoRedazione Altalex · https://www.altalex.com/ · 15 febbraio 2010
Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. IV, sentenza 29/11/2006, n. 3579 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 3579 |
| Data del deposito : | 29 novembre 2006 |
Testo completo
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Camera di consiglio
Dott. IACOPINO Silvana Giovanna - Presidente - del 29/11/2006
Dott. NOVARESE Francesco - Consigliere - SENTENZA
Dott. AMENDOLA Adelaide - Consigliere - N. 1350
Dott. BLAIOTTA Rocco Marco - Consigliere - REGISTRO GENERALE
Dott. PICCIALLI Luigi - Consigliere - N. 22156/2005
ha pronunciato la seguente:
SENTENZA
sul ricorso proposto da:
Procuratore Generale della Repubblica di Trieste;
avverso la sentenza emessa ex art. 444 c.p.p. dal GIP del Tribunale di Udine in data 3.2.2005 a carico di:
UZ EN n. a Udine il 5.7.1953 nell'ambito del procedimento penale per i reati p.e.p dall'art. 589 c.p., commi 1 e 2 e art. 186 C.d.S, comma 2 e per la violazione amministrativa ex. art. 141 C.d.S., commi 3 ed 8;
udita la relazione fatta dal Consigliere Dott. Patrizia Piccialli;
letta la requisitoria scritta del Procuratore generale nella persona del sost. proc. gen. Dr. Enrico Ferri, che ha concluso per l'accoglimento del ricorso, con il conseguente annullamento della sentenza.
FATTO E DIRITTO
Il Procuratore generale della Repubblica presso la Corte d'appello di Trieste propone ricorso per cassazione avverso la sentenza in epigrafe, pronunciata ex art. 444 c.p.p., nei confronti di UZ EN, in ordine ai reati di omicidio colposo aggravato ex art. 589 c.p., commi 1 e 2, di guida in stato di ebbrezza ex art. 186 C.d.S.,
comma 2, e della Violazione amministrativa prevista dall'art. 141 C.d.S., commi 3 ed 8.
A fondamento del ricorso lamenta innanzitutto che il Giudice aveva erroneamente ritenuto la configurabilità della continuazione ex art.81 c.p., comma 2 non solo tra i reati, ma anche tra questi e l'infrazione amministrativa mentre nella specie avrebbe dovuto trovare applicazione la disposizione speciale prevista dall'art. 221 C.d.S., che tratta specificamente l'ipotesi della connessione obiettiva della violazione amministrativa con un reato;
in secondo luogo censura la sentenza laddove avrebbe omesso di applicare cumulativamente la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida, conseguente ex art. 222 C.d.S. sia dalla violazione p. e p. dall'art 589 c.p. sia dalla contravvenzione ex art. 186 C.d.S., comma 2.
Infine lamenta che la sospensione condizionale della pena non poteva applicarsi alla sanzione riguardante l'illecito amministrativo. Il ricorso deve essere accolto per assorbente fondatezza del primo motivo di doglianza.
In conformità a quanto ovviamente già statuito da questa Corte (v., ex pluribus, Sez. 4^, 2 febbraio 2005, P.G. in proc. Zullato), la "unicità del disegno criminoso" tipica del reato continuato (art. 81 c.p., comma 2) non si concilia con i reati colposi, nei quali l'evento non è voluto dall'agente, così che la condotta, questa si genericamente voluta, non può considerarsi in alcun modo finalizzata. L'unica eccezione si verifica allorquando l'agente abbia posto in essere il reato colposo agendo nonostante la previsione dell'evento: ipotesi quest'ultima la cui riconoscibilità è data dalla contestazione dell'aggravante di cui all'art. 61 c.p., comma 1, n.
3. Tale orientamento, condiviso da questo Collegio, esclude dunque la configurabilità della continuazione tra il delitto di omicidio colposo, non aggravato dalla colpa con previsione, e quello di guida in stato di ebbrezza.
La sentenza gravata non risulta in alcun modo in linea con i richiamati principi, avendo il giudicante ritenuto la continuazione non solo tra i reati, in violazione del principio sopra richiamato, ma addirittura tra questi e l'illecito amministrativo, confondendo la "connessione" con la "continuazione".
I vizi della sentenza, così come evidenziati ed assorbentemente rispetto agli altri motivi di ricorso, travolgono ex se l'accordo tra le parti, così che l'annullamento va fatto senza rinvio.
P.Q.M.
annulla senza rinvio la sentenza impugnata e dispone trasmettersi gli atti al Tribunale di Udine per l'ulteriore corso.
Così deciso in Roma, il 29 novembre 2006.
Depositato in Cancelleria il 31 gennaio 2007