Cass. pen., sez. V, sentenza 24/02/2017, n. 29261
CASS
Sentenza 24 febbraio 2017

Fai una domanda sul provvedimento

Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Massime2

Il giudice di appello che pronunci sentenza di assoluzione, riformando la sentenza di condanna di primo grado, non ha l'obbligo di motivazione rafforzata che, invece, sussiste nel caso in cui alla pronuncia liberatoria faccia seguito in appello la decisione di condanna, considerato che mentre per l'affermazione della responsabilità penale, nonché di quella civile, è necessario l'accertamento di tutti gli elementi dell'illecito, per la sua esclusione è sufficiente anche il venir meno di uno solo di essi.

Ai fini del delitto di violenza privata, non è richiesta una minaccia verbale o esplicita, essendo sufficiente un qualsiasi comportamento od atteggiamento, sia verso il soggetto passivo, sia verso altri, idoneo ad incutere timore ed a suscitare la preoccupazione di subire un danno ingiusto, finalizzato ad ottenere che, mediante tale intimidazione, il soggetto passivo sia indotto a fare, tollerare od omettere qualcosa.

Commentari17

Mostra tutto (17)
  • 1Condanna per violenza privata: ostruzione del passaggio e configurabilità del dolo generico (Giudice Speranza Fedele)
    https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli

  • 2“Le Iene” condannate in primo grado. Fino a che punto è possibile invocare il diritto di cronaca?
    Avv. Alessia Di Prisco · https://www.iusinitinere.it/

    Il Tribunale di Milano, Sez. VII, 22 febbraio 2021 ha emesso la sentenza di condanna per un inviato del noto programma Mediaset “Le Iene” in quanto, come cameraman ed intervistatore, in occasione di un servizio, aveva provato a frapporsi tra la giornalista intervistata e la sua privata dimora, sottoponendola ad insistenti domande, nonostante la stessa si rifiutasse di rispondere. La giornalista era stata parte di un procedimento penale, poi concluso con una pronuncia di assoluzione passata in giudicato, in relazione ad alcuni reati informatici consumati nei confronti di personaggi famosi. L'inviato, per ottenere uno scoop in merito al coinvolgimento della giornalista nella vicenda, …

     Leggi di più…

  • 3Diffamazione a mezzo stampa: il giornalista deve verificare l’esito del processo prima di riportare notizie tratte da procedimenti penali, specie se datati (Cass.…
    Avvocato Del Giudice · https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli · 31 agosto 2023

    La massima In tema di diffamazione a mezzo stampa, ai fini del corretto esercizio del diritto di cronaca, il giornalista che riporti una notizia tratta da un procedimento penale, in particolare se risalente nel tempo, è tenuto a verificarne gli esiti giudiziali, onde accertare se la stessa si sia poi rivelata priva di fondamento, tanto da comportare l'assoluzione dell'accusato (Cassazione penale sez. V - 05/05/2021, n. 21703). Fonte: CED Cass. pen. 2021 Vuoi saperne di più sul reato di diffamazione? Vuoi consultare altre sentenze in tema di diffamazione? La sentenza integrale RITENUTO IN FATTO 1. Con sentenza del 18 settembre 2019, la Corte di appello di Catanzaro, in riforma della …

     Leggi di più…

  • 4PM ricerca la verità ma non può minacciare chi viene interrogato (Cass. 20365/239
    https://canestrinilex.com/risorse/category/articoli · 29 maggio 2023

    L'autorità investigativa che minacci persone escusse ritenute reticenti con il carcere commette il reato di tentata violenza privata: a fronte del sospetto di falsità o di reticenza delle persone escusse ai sensi dell'art. 362 c.p.p., il pubblico ministero non può rappresentare, per vincerne le resistenze, la detenzione in carcere di queste ultime come conseguenza immediata e inevitabile, rimessa alla volontà degli stessi pubblici ministeri, del rifiuto di fornire le risposte desiderate alle loro domande. Il ruolo di garante della legalità nella fase procedimentale, connesso alla funzione ricoperta dagli appartenenti all'ufficio del pubblico ministero impone di ammonire le persone …

     Leggi di più…

  • 5Violenze e molestie sul lavoro in Italia
    Riccardo Radi · https://www.filodiritto.com/ · 30 ottobre 2021

    Disposizioni per il contrasto delle molestie sessuali, con particolare riferimento all'ambiente di lavoro, esame della giurisprudenza e del testo in discussione al Senato che intende introdurre l'art. 609-ter.1 del codice penale. In materia di violenze e molestie, anche sessuali in ambiente lavorativo sono in procinto di essere deliberate importanti modifiche atte a prevenire e a contrastare le molestie e le molestie sessuali nei luoghi e nei rapporti di lavoro. Il diritto penale italiano non prevede attualmente per le molestie sessuali in ambito lavorativo una fattispecie ad hoc. A livello giurisprudenziale le molestie sessuali sul lavoro sono state, a seconda della gravità e delle …

     Leggi di più…
Mostra tutto (17)

Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. V, sentenza 24/02/2017, n. 29261
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 29261
Data del deposito : 24 febbraio 2017

Testo completo