Cass. pen., sez. VI, sentenza 18/05/2010, n. 20813
CASS
Sentenza 18 maggio 2010

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Massime1

Non integra il delitto di favoreggiamento personale la condotta del difensore che, avendo fortuitamente acquisito la notizia dell'emissione nei confronti del proprio assistito di una misura cautelare, lo informi, consentendo così la sua latitanza, atteso che non esorbita dalla funzione del difensore partecipare al proprio assistito quanto possa aiutarlo a mantenere la propria libertà personale. (Fattispecie in cui il difensore aveva casualmente captato l'informazione, intravedendola sullo schermo di un computer della Procura, che un addetto stava adoperando per compilare un certificato da lui richiesto).

Commentario1

  • 1L’avvocato può informare il suo assistito del rischio di arresto?
    Federico Radi · https://www.filodiritto.com/ · 1 novembre 2021

    La Cassazione è stata chiamata a decidere se un avvocato incorre nel reato di favoreggiamento qualora informi il proprio assistito del rischio di applicazione di una misura cautelare nei suoi confronti e gli suggerisca di mentire all'autorità giudiziaria. Il fatto La Corte di appello di Trieste confermava la sentenza di condanna emessa dal Tribunale di Udine il 19 febbraio 2019 con la quale è stato riconosciuto l'imputato responsabile del reato di favoreggiamento aggravato per aver aiutato ad eludere le investigazioni dell'Autorità giudiziaria fornendo informazioni sulle indagini, suggerendo di fornire false dichiarazioni alla stessa. Norma in contestazione: L'articolo 378 codice penale …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. VI, sentenza 18/05/2010, n. 20813
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 20813
Data del deposito : 18 maggio 2010

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