Cass. pen., sez. III, sentenza 17/02/2015, n. 39865
CASS
Sentenza 17 febbraio 2015

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Ai fini della configurabilità del reato di violenza sessuale, è sufficiente qualsiasi forma di costringimento psico-fisico idoneo ad incidere sull'altrui libertà di autodeterminazione, senza che rilevi in contrario né l'esistenza di un rapporto di coppia coniugale o para-coniugale tra le parti, e nè la circostanza che la donna non si opponga palesemente ai rapporti sessuali, subendoli, laddove risulti la prova che l'agente, per le violenze e minacce poste in essere nei riguardi della vittima in un contesto di sopraffazione ed umiliazione, abbia la consapevolezza di un rifiuto implicito da parte di quest'ultima al compimento di atti sessuali.

Commentari4

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    Integra il reato di violenza sessuale nella forma cd. "per costrizione" qualsiasi forma di costringimento psico-fisico idoneo ad incidere sull'altrui libertà di autodeterminazione, ivi compresa l'intimidazione psicologica che sia in grado di provocare la coazione della vittima a subire gli atti sessuali, a nulla rilevando l'esistenza tra l'agente e il soggetto passivo di un rapporto affettivo, coniugale o paraconiugale, atteso che non esiste all'interno di dette relazioni il potere di imporre od esigere una prestazione sessuale. Il contesto di costante sopraffazione e umiliazione della donna rende del tutto irrilevante l'eventuale apparente accondiscendenza al rapporto prestata da …

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    Luca Monticelli · https://www.altalex.com/ · 20 ottobre 2015

Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. III, sentenza 17/02/2015, n. 39865
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 39865
Data del deposito : 17 febbraio 2015

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