Cass. pen., sez. I, sentenza 06/05/2014, n. 37348
CASS
Sentenza 6 maggio 2014

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L'indizio, per poter essere valorizzato ai fini di cui all'art. 192, comma secondo, cod.proc.pen., deve avere il carattere della certezza e può entrare nel patrimonio conoscitivo del giudice solo attraverso gli ordinari meccanismi di acquisizione probatoria; la certezza da attribuire al fatto indiziante, inoltre, non è concettualmente diversa da quella richiesta per la formulazione del giudizio di colpevolezza, posto che l'una e l'altra debbono necessariamente appoggiarsi ad elementi probatori da valutarsi secondo la generale regola dettata dall'art. 192, comma primo cod.proc.pen., con la differenza che, nel primo caso, essi hanno per oggetto non un fatto direttamente dimostrativo della colpevolezza ma un fatto suscettibile soltanto di essere assunto come indicativo della medesima.

È legittima la qualificazione quale memoria difensiva ex art. 121, comma primo, cod.proc. pen. dell' appello incidentale dichiarato inammissibile che sia stato proposto dagli imputati già assolti in primo grado per non aver commesso il fatto, ai sensi dell'art. 530, comma secondo, cod.proc. pen., al fine di ottenere l'assoluzione in base al primo comma del medesimo articolo.

Commentari2

  • 1Prova indiziaria e ragionevole dubbio (Cass. 25016/22)
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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. I, sentenza 06/05/2014, n. 37348
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 37348
Data del deposito : 6 maggio 2014

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