Cass. pen., sez. VI, sentenza 20/05/2008, n. 27323
CASS
Sentenza 20 maggio 2008

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Massime2

Anche gli atti preparatori possono configurare l'ipotesi del tentativo, allorquando essi rivelino, sulla base di una valutazione "ex ante" e indipendentemente dall'insuccesso determinato da fattori estranei, l'adeguatezza causale nella sequenza operativa che conduce alla consumazione del delitto e l'attitudine a creare una situazione di pericolo attuale e concreto di lesione del bene protetto, dimostrando contemporaneamente, per la loro essenza ed il contesto nel quale s'inseriscono, l'intenzione dell'agente di commettere il delitto. (Fattispecie in cui è stato ritenuto configurabile il tentativo di omicidio in relazione alla condotta posta in essere da un "commando punitivo" armato di pistola e formato da almeno nove persone a bordo di cinque ciclomotori, con l'intento di eliminare una persona ritenuta vicina ad un "clan" avversario, senza peraltro portare a compimento l'azione per la presenza "in loco" di una pattuglia di agenti di P.S.)

In tema di tentativo, il concorrente nel reato plurisoggettivo che intenda beneficiare della scriminante di cui all'art. 56, comma terzo, cod. pen., deve attivarsi al fine di evitare la realizzazione concorsuale della condotta criminosa o, quanto meno, eliminare le conseguenze del suo apporto causale, rendendolo estraneo ed irrilevante rispetto al reato commesso dagli altri. (Fattispecie in cui è stata esclusa la desistenza dal tentativo concorsuale di omicidio, essendosi accertato che l'imputato, alla guida del suo ciclomotore, aveva assunto il ruolo di battistrada ponendosi alla testa di un "commando punitivo" formato da almeno nove persone, al fine di segnalare la presenza di eventuali ostacoli lungo il percorso che conduceva al luogo ove si trovava la vittima, senza che il piano omicidiario venisse portato a termine per la presenza "in loco" di una pattuglia della Polizia).

Commentario1

  • 1Tentativo e atti preparatori: una questione sempre aperta
    Andrea Giudici · https://archiviodpc.dirittopenaleuomo.org/

    1. Un uomo si trova di fronte ad una banca: la conosce, ha compiuto tutti i sopralluoghi del caso, ha con sé armi ed alcuni strumenti volti al travisamento della persona. È tutto pronto, non gli resta che attendere il momento più propizio per decidersi ad entrare finalmente in azione, sta per commettere una rapina. Questo basta alla locale compagnia di carabinieri per intervenire: l'uomo si lancia in una precipitosa fuga, al termine della quale i militari riescono a trarlo in arresto. È un caso - si potrebbe dire - di scuola: il «classico» rapinatore sorpreso mentre ha concluso la fase di preparazione del delitto e non ha ancora avviato quella esecutiva. Nondimeno, l'ipotesi costituisce …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. VI, sentenza 20/05/2008, n. 27323
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 27323
Data del deposito : 20 maggio 2008

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