Cass. pen., sez. V, sentenza 16/01/2015, n. 15951
CASS
Sentenza 16 gennaio 2015

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In tema di falso ideologico in atto pubblico aggravato ex art. 476, comma secondo, cod. pen., sono documenti dotati di fede privilegiata quelli che, emessi da pubblico ufficiale autorizzato dalla legge, da regolamenti oppure dall'ordinamento interno della P.A. ad attribuire all'atto pubblica fede, attestino quanto da lui fatto e rilevato o avvenuto in sua presenza. (Fattispecie in cui la Corte ha escluso la natura fidefaciente del libro giornale della procedura fallimentare, in quanto destinato solo a riportare le registrazioni delle singole operazioni effettuate nel corso della gestione tratte dalla documentazione ad esse inerente).

Il liquidatore giudiziale nominato nella procedura di concordato preventivo non è pubblico ufficiale, poiché ad esso, a differenza di altre figure soggettive, quali quelle del curatore, del commissario giudiziale e del commissario liquidatore, la legislazione fallimentare non attribuisce espressamente tale qualifica.

In tema di responsabilità da reato degli enti, la sanzione della confisca del profitto può essere disposta a condizione che il reato presupposto sia stato consumato dopo l'entrata in vigore del D.Lgs. n. 231 del 2001, essendo, invece, irrilevante che il profitto sia stato conseguito da parte del destinatario della sanzione in un momento precedente alla commissione del reato e alla entrata in vigore della legge. (Fattispecie in tema di corruzione consumatasi in data successiva alla entrata in vigore del D.Lgs n. 231 del 2001, con profitto, tuttavia, conseguito precedentemente).

In tema di bancarotta fraudolenta patrimoniale post-fallimentare impropria, la condotta distrattiva, non potendo essere compiuta interamente dall'amministratore, ad eccezione dei casi in cui la disponibilità dei beni dell'impresa fallita è conservata dallo stesso, si manifesta, di regola, nella forma del concorso di persone nel reato, poiché è necessario il contributo dei soggetti che, in quanto titolari di funzioni nella procedura concorsuale, sono in grado di adottare gli atti dispositivi dei beni del fallimento o di consentire il compimento della azioni distruttive. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto immune da vizi la sentenza che aveva affermato il concorso nel reato dell'amministratore della società fallita, del curatore fallimentare e del giudice delegato, in relazione ad una transazione, autorizzata da quest'ultimo, con la quale, realizzandosi effetti pregiudizievoli per i creditori, erano state alienate l'azienda e gli immobili dell'impresa a due società gestite dallo stesso amministratore della fallita).

In tema di peculato, quando una disciplina di natura pubblicistica prevede il concorso di più organi per l'adozione di un atto dispositivo di un bene, il reato è configurabile per ciascuno dei pubblici ufficiali coinvolti nella procedura diretta all'emissione del provvedimento, atteso che ognuno di essi, pur non avendo l'autonoma disponibilità del bene, consegue mediatamente tale posizione attraverso il concorso con l'altro soggetto. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto corretta la sentenza che aveva ricondotto al reato in questione le condotte del giudice, del curatore fallimentare e di altri soggetti che, nelle vesti di commissari giudiziali, periti e legali delle procedure concorsuali, si erano appropriati di somme di denaro appartenenti all'attivo di queste per effetto di illegali procedure di liquidazione).

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  • 1Il professionista incaricato della relazione per il concordato preventivo non è pubblico ufficiale.
    Di Fulvio Graziotto · https://www.quotidianolegale.it/ambientediritto-20-anni/

    Al professionista che redige la relazione ex art. 161, comma 3, legge fallimentare, non può essere riconosciuta la qualità di pubblico ufficiale, e di conseguenza non è imputabile del reato proprio di falso ideologico di cui all'art. 479 codice penale. Decisione: Sentenza n. 9542/2016 Cassazione Penale – Sezione V Il caso. Il Pubblico Ministero richiedeva l'applicazione di misure custodiali nei confronti di diversi soggetti ai quali venivano addebitati reati fallimentari, tributari e previsti dal codice penale, ma il Giudice per le indagini preliminari le rigettava con ordinanza. Il Pubblico Ministero, dopo aver impugnato il provvedimento, che veniva però confermato dal Tribunale, …

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  • 2Concussione induzione indebita e corruzione
    https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli

  • 3Corte di cassazione
    https://www.eius.it/articoli/

    RITENUTO IN FATTO 1. Mette conto di premettere che, nell'ambito del presente procedimento, Maurizio C., Hendrikus Berardus H. e Joahannes Hendrikus K. sono stati rinviati a giudizio per rispondere del reato sub capo E) di cui agli artt. 110, 319, 319-ter e 321 c.p., per avere C. - nella qualità di coadiutore legale della procedura fallimentare della società "Dragomar S.p.A." (dichiarata fallita con sentenza del Tribunale di Roma del 28 gennaio 2002) - ricevuto da H. e K. - i quali agivano per conto delle società "Boskalis International BV" e "Boskalis s.r.l." - la somma complessiva di 571.250,60 euro, quale corrispettivo per il compimento di atti contrari ai doveri dell'ufficio, …

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  • 4Sentenza Cassazione Civile n. 2153 del 25
    https://www.laleggepertutti.it/

    Cassazione civile sez. III, 25/01/2022, (ud. 21/12/2021, dep. 25/01/2022), n.2153 LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. SPIRITO Angelo – Presidente – Dott. CIRILLO Francesco M. – Consigliere – Dott. VINCENTI Enzo – Consigliere – Dott. ROSSETTI Marco – rel. Consigliere – Dott. PELLECCHIA Antonella – Consigliere – ha pronunciato la seguente: SENTENZA sul ricorso n. 34477/19 proposto da: -) G.M.G., elettivamente domiciliata a Roma, v. Oslavia n. 30 (c/o avv. Gizzi), difesa dall'avvocato Carlo Zauli, in virtù di procura speciale apposta in calce al ricorso; – ricorrente – contro -) Binfi s.p.a., in persona del legale …

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  • 5Corte di cassazione
    https://www.eius.it/articoli/
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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. V, sentenza 16/01/2015, n. 15951
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 15951
Data del deposito : 16 gennaio 2015

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