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Sentenza 29 luglio 2025
Sentenza 29 luglio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. I, sentenza 29/07/2025, n. 27841 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 27841 |
| Data del deposito : | 29 luglio 2025 |
Testo completo
In nome del Popolo Italiano PRIMA SEZIONE PENALE US SA Sent. n. sez. 1550/2025 CC - 02/05/2025 R.G.N. 8866/2025 - Relatore - ha pronunciato la seguente sul ricorso proposto da: avverso l'ordinanza del G.I.P. del Tribunale di Cagliari del 21/1/2025 udita la relazione svolta dal consigliere Paolo Valiante;
1.Con ordinanza in data 21.1.2025, il g.i.p. del Tribunale di Cagliari, in funzione di giudice dell’esecuzione, ha provveduto su una istanza di dissequestro e di revoca della confisca della imbarcazione denominata “Samuraj CK, presentata nell’interesse di TR LY OS. Penale Sent. Sez. 1 Num. 27841 Anno 2025 Presidente: SA US Relatore: TE AO Data Udienza: 02/05/2025 L’ordinanza, quindi, ha omesso di considerare che sussistevano i presupposti per escludere che l’imbarcazione rientrasse nel patrimonio personale dell’imputato condannato o che ne avesse la disponibilità attraverso l’interposizione fittizia della Infi: egli non aveva la libera disponibilità dell’imbarcazione, anzi doveva rendere conto del suo operato alla proprietà, come dimostrato dal fatto che alla RA CK non era stata apportata alcuna modifica strutturale al fine di nascondere il quantitativo di stupefacente, trovato invece nei locali sottocoperta. Dalla documentazione prodotta in sede di esecuzione, risulta evidente anche che la richiesta di restituzione non era una mera riproposizione di quelle precedenti, in quanto basata su elementi probatori nuovi.
3. Con requisitoria scritta trasmessa il 9.4.2025, il Sostituto Procuratore generale ha chiesto l’annullamento con rinvio dell’ordinanza impugnata, osservando che la scarna, e reiterata, motivazione del giudice non ha tenuto conto di elementi sopravvenuti che sembrano contraddire gli elementi posti a sostegno dell’ipotesi d’accusa, e cioè che il natante fosse nella effettiva disponibilità di NO e che l’intestazione del medesimo avesse natura fittizia: l’assenza di qualsivoglia motivazione su tali dati nuovi rende del tutto carente l’impianto logico ricostruttivo concernente il provvedimento ablativo. CONSIDERATO IN DIRITTO Il ricorso è fondato.
1. Dagli atti risulta che già il 12.12.2023 la Prima Sezione della Corte di cassazione aveva annullato con rinvio una precedente ordinanza resa dal g.i.p. del Tribunale di Cagliari in data 6.6.2023 su una istanza di restituzione presentata dalla PE. Dalla lettura della sentenza rescindente, si evince che l’istanza era stata dichiarata inammissibile ed era di tenore analogo a quella oggetto dell’ordinanza oggi impugnata, giacché allegava elementi documentali dai quali – secondo la prospettazione difensiva – emergeva che l’imbarcazione confiscata era di proprietà della società amministrata dalla PE anziché da NO. La Corte aveva accolto il ricorso avverso l’ordinanza di inammissibilità, rilevando che il g.i.p., pur affermando che l’istanza fosse la reiterazione di precedente istanza proposta già in numerose occasioni, non aveva svolto argomentazioni a sostegno per comprovare l’efficacia preclusiva delle precedenti decisioni e non aveva spiegato per quali ragioni la 2 nuova richiesta, fondata sulla produzione di documentazione, dovesse ritenersi basata su elementi già valutati nei precedenti provvedimenti.
2. A seguito dell’annullamento, il giudice dell’esecuzione aveva fissato l’udienza in camera di consiglio per la trattazione dell’istanza della PE e, dando atto preliminarmente di ritenere che fosse “sostanzialmente in toto analoga ad altre due istanze” del 27.6.2022 e del 15.7.2022, l’aveva rigettata. Contro il provvedimento di rigetto del 2.7.2024, il difensore della PE ha proposto opposizione, lamentando, al di là del merito, che il giudice dell’esecuzione avesse omesso di confrontarsi con i documenti allegati all’originaria istanza, così ponendosi in palese contrasto con quanto stabilito dalla sentenza di annullamento del 12.12.2023. 3. A seguito dell’udienza in camera di consiglio del 21.1.2025, il giudice dell’esecuzione ha rigettato l’opposizione, riproponendo, anche graficamente, il medesimo provvedimento di rigetto opposto e senza prendere in alcuna considerazione i motivi esposti con l’opposizione stessa. La sentenza rescindente, pur annullando l’ordinanza del 6.6.2023 per la mancanza della motivazione sulla decisione di inammissibilità, aveva evidenziato che la PE avesse fondato la sua istanza di restituzione sulla circostanza che al momento dell’accertamento del reato e del sequestro l’imbarcazione non era di proprietà di NO, producendo documentazione a sostegno di tale prospettazione, che la pregiudiziale declaratoria di inammissibilità evidentemente non aveva consentito di prendere in esame. Di conseguenza, il giudice dell’esecuzione, ove avesse superato la precedente statuizione di inammissibilità riconoscendo che l’istanza non era la mera riproposizione di quelle precedenti, avrebbe dovuto valutare nel merito l’istanza e, con essa, la documentazione che vi era stata allegata. Ora, la difesa della PE con l’ultima istanza prospettava, al di là del merito che avrebbe dovuto appunto costituire oggetto della valutazione del giudice dell’esecuzione, alcuni elementi suscettibili, in astratto, di contrastare una serie di dati (l’oggetto sociale delle società che avevano gestito l’imbarcazione, il periodo complessivo di disponibilità dell’imbarcazione da parte di NO, il ruolo formalmente rivestito da NO nella Info Ltd Food al momento del sequestro dell’imbarcazione) su cui si era basato l’originario decreto di sequestro preventivo, al cui contenuto anche nell’ultimo provvedimento si è riportato per relationem il g.i.p.. L’ordinanza impugnata si è limitata a riprendere la motivazione della precedente ordinanza opposta e dei precedenti provvedimenti e non si è misurata con i motivi dell’opposizione e con i documenti prodotti a sostegno, foss’anche solo per disattendere motivatamente gli uni e gli altri. Sotto questo profilo, la motivazione è carente. Ne consegue, pertanto, l’annullamento dell’ordinanza del 21.2.2025, con rinvio al g.i.p. del Tribunale di Cagliari per un nuovo esame dell’opposizione alla luce di quanto fin qui osservato.
P.Q.M.
Annulla l'ordinanza impugnata con rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Cagliari - ufficio gip. Così è deciso, 02/05/2025 3 Il Consigliere estensore Il Presidente AO TE US SA 4
1.Con ordinanza in data 21.1.2025, il g.i.p. del Tribunale di Cagliari, in funzione di giudice dell’esecuzione, ha provveduto su una istanza di dissequestro e di revoca della confisca della imbarcazione denominata “Samuraj CK, presentata nell’interesse di TR LY OS. Penale Sent. Sez. 1 Num. 27841 Anno 2025 Presidente: SA US Relatore: TE AO Data Udienza: 02/05/2025 L’ordinanza, quindi, ha omesso di considerare che sussistevano i presupposti per escludere che l’imbarcazione rientrasse nel patrimonio personale dell’imputato condannato o che ne avesse la disponibilità attraverso l’interposizione fittizia della Infi: egli non aveva la libera disponibilità dell’imbarcazione, anzi doveva rendere conto del suo operato alla proprietà, come dimostrato dal fatto che alla RA CK non era stata apportata alcuna modifica strutturale al fine di nascondere il quantitativo di stupefacente, trovato invece nei locali sottocoperta. Dalla documentazione prodotta in sede di esecuzione, risulta evidente anche che la richiesta di restituzione non era una mera riproposizione di quelle precedenti, in quanto basata su elementi probatori nuovi.
3. Con requisitoria scritta trasmessa il 9.4.2025, il Sostituto Procuratore generale ha chiesto l’annullamento con rinvio dell’ordinanza impugnata, osservando che la scarna, e reiterata, motivazione del giudice non ha tenuto conto di elementi sopravvenuti che sembrano contraddire gli elementi posti a sostegno dell’ipotesi d’accusa, e cioè che il natante fosse nella effettiva disponibilità di NO e che l’intestazione del medesimo avesse natura fittizia: l’assenza di qualsivoglia motivazione su tali dati nuovi rende del tutto carente l’impianto logico ricostruttivo concernente il provvedimento ablativo. CONSIDERATO IN DIRITTO Il ricorso è fondato.
1. Dagli atti risulta che già il 12.12.2023 la Prima Sezione della Corte di cassazione aveva annullato con rinvio una precedente ordinanza resa dal g.i.p. del Tribunale di Cagliari in data 6.6.2023 su una istanza di restituzione presentata dalla PE. Dalla lettura della sentenza rescindente, si evince che l’istanza era stata dichiarata inammissibile ed era di tenore analogo a quella oggetto dell’ordinanza oggi impugnata, giacché allegava elementi documentali dai quali – secondo la prospettazione difensiva – emergeva che l’imbarcazione confiscata era di proprietà della società amministrata dalla PE anziché da NO. La Corte aveva accolto il ricorso avverso l’ordinanza di inammissibilità, rilevando che il g.i.p., pur affermando che l’istanza fosse la reiterazione di precedente istanza proposta già in numerose occasioni, non aveva svolto argomentazioni a sostegno per comprovare l’efficacia preclusiva delle precedenti decisioni e non aveva spiegato per quali ragioni la 2 nuova richiesta, fondata sulla produzione di documentazione, dovesse ritenersi basata su elementi già valutati nei precedenti provvedimenti.
2. A seguito dell’annullamento, il giudice dell’esecuzione aveva fissato l’udienza in camera di consiglio per la trattazione dell’istanza della PE e, dando atto preliminarmente di ritenere che fosse “sostanzialmente in toto analoga ad altre due istanze” del 27.6.2022 e del 15.7.2022, l’aveva rigettata. Contro il provvedimento di rigetto del 2.7.2024, il difensore della PE ha proposto opposizione, lamentando, al di là del merito, che il giudice dell’esecuzione avesse omesso di confrontarsi con i documenti allegati all’originaria istanza, così ponendosi in palese contrasto con quanto stabilito dalla sentenza di annullamento del 12.12.2023. 3. A seguito dell’udienza in camera di consiglio del 21.1.2025, il giudice dell’esecuzione ha rigettato l’opposizione, riproponendo, anche graficamente, il medesimo provvedimento di rigetto opposto e senza prendere in alcuna considerazione i motivi esposti con l’opposizione stessa. La sentenza rescindente, pur annullando l’ordinanza del 6.6.2023 per la mancanza della motivazione sulla decisione di inammissibilità, aveva evidenziato che la PE avesse fondato la sua istanza di restituzione sulla circostanza che al momento dell’accertamento del reato e del sequestro l’imbarcazione non era di proprietà di NO, producendo documentazione a sostegno di tale prospettazione, che la pregiudiziale declaratoria di inammissibilità evidentemente non aveva consentito di prendere in esame. Di conseguenza, il giudice dell’esecuzione, ove avesse superato la precedente statuizione di inammissibilità riconoscendo che l’istanza non era la mera riproposizione di quelle precedenti, avrebbe dovuto valutare nel merito l’istanza e, con essa, la documentazione che vi era stata allegata. Ora, la difesa della PE con l’ultima istanza prospettava, al di là del merito che avrebbe dovuto appunto costituire oggetto della valutazione del giudice dell’esecuzione, alcuni elementi suscettibili, in astratto, di contrastare una serie di dati (l’oggetto sociale delle società che avevano gestito l’imbarcazione, il periodo complessivo di disponibilità dell’imbarcazione da parte di NO, il ruolo formalmente rivestito da NO nella Info Ltd Food al momento del sequestro dell’imbarcazione) su cui si era basato l’originario decreto di sequestro preventivo, al cui contenuto anche nell’ultimo provvedimento si è riportato per relationem il g.i.p.. L’ordinanza impugnata si è limitata a riprendere la motivazione della precedente ordinanza opposta e dei precedenti provvedimenti e non si è misurata con i motivi dell’opposizione e con i documenti prodotti a sostegno, foss’anche solo per disattendere motivatamente gli uni e gli altri. Sotto questo profilo, la motivazione è carente. Ne consegue, pertanto, l’annullamento dell’ordinanza del 21.2.2025, con rinvio al g.i.p. del Tribunale di Cagliari per un nuovo esame dell’opposizione alla luce di quanto fin qui osservato.
P.Q.M.
Annulla l'ordinanza impugnata con rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Cagliari - ufficio gip. Così è deciso, 02/05/2025 3 Il Consigliere estensore Il Presidente AO TE US SA 4