Cass. pen., sez. I, sentenza 11/02/2013, n. 16612
CASS
Sentenza 11 febbraio 2013

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Ai fini della sussistenza del delitto tentato, occorre che, sulla base di una valutazione ex ante, gli atti compiuti, anche se meramente preparatori o solo parziali, siano idonei ed univoci, ossia diretti in modo non equivoco a causare l'evento lesivo ovvero a realizzare la fattispecie prevista dalla norma incriminatrice, rivelando così l'intenzione dell'agente di commettere lo specifico delitto. (Nella specie la Corte ha ritenuto il tentativo di incendio nella condotta di un soggetto sorpreso mentre era sul punto di attivare, con un accendino, l'innesco da lui preparato onde appiccare un incendio alla vegetazione circostante).

Nel caso di incendio commesso al fine di danneggiare, quando a detta ulteriore e specifica attività si associa la coscienza e la volontà di cagionare un fatto di entità tale da assumere le dimensioni previste dall'art. 423 cod. pen., è applicabile quest'ultima norma e non l'art. 424 cod. pen., nel quale l'incendio è contemplato come evento che esula dall'intenzione dell'agente.

Commentari3

  • 1dolo incendio
    Redazione · https://ildiritto.it/ · 18 aprile 2025

    Quesito con risposta a cura di Mariarosa Cristofaro e Luigi Cortellino Il padre che per sua volontà riconosce il figlio dopo anni non può automaticamente pretendere l'aggiunta del proprio cognome a quello materno, ovvero ottenere l'affidamento condiviso del minore di cui si è disinteressato e di cui non si è occupato economicamente per anni. Il giudice chiamato a pronunciarsi su tali istanze dovrà provvedere in base all'esclusivo interesse morale e materiale della prole. – Cass., sez. II, 26 agosto 2025, n. 23905 (Riconoscimento del padre e cognome paterno). Nel caso di specie la Corte di Cassazione è stata chiamata a pronunciarsi in merito all'attribuzione del cognome al figlio naturale …

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  • 2Quotidiano giuridico
    Annamaria Villafrate · https://ildiritto.it/ · 17 aprile 2025

    Quesito con risposta a cura di Leonarda Di Fonte e Francesco Trimboli Per accertare il dolo nel reato di incendio, si seguono criteri indiziari basati su circostanze esteriori che rivelano l'atteggiamento interiore dell'agente. Il dolo generico implica la volontà di cagionare un incendio con caratteristiche tali da creare un pericolo per la pubblica incolumità, mentre il dolo specifico consiste nell'uso del fuoco esclusivamente per danneggiare un bene altrui. La distinzione è rilevante per qualificare il fatto come incendio doloso (art. 423 c.p.) o danneggiamento seguito da incendio (art. 424 c.p.), in base alla volontà dell'autore e all'entità dell'evento (Cass., sez. I, 12 settembre …

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  • 3Reato di incendio: Cassazione
    Redazione · https://www.laleggepertutti.it/ · 8 aprile 2021

Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. I, sentenza 11/02/2013, n. 16612
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 16612
Data del deposito : 11 febbraio 2013

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