Sentenza 27 marzo 2003
Massime • 1
In tema di valutazione della prova testimoniale, a base del libero convincimento del giudice possono essere poste le dichiarazioni della parte offesa e quelle di un testimone legato da stretti vincoli di parentela con la medesima. Ne consegue che la deposizione della persona offesa dal reato, pur se non può essere equiparata a quella del testimone estraneo, può tuttavia essere assunta anche da sola come fonte di prova, ove sia sottoposta a un attento controllo di credibilità oggettiva e soggettiva, non richiedendo necessariamente neppure riscontri esterni, quando non sussistano situazioni che inducano a dubitare della sua attendibilità.
Commentari • 7
- 1. Molestie in condominio: anche un solo insulto se percepibile negli spazi comuni può costare una condanna (Cass. penale 6759/2026)Redazione - Studio Legale Calvello · https://www.studiolegalecalvello.it/articoli/ · 20 maggio 2026
Articolo a cura di: Redazione - Studio Legale Calvello Molestie in condominio: la Cassazione conferma che il reato sussiste anche se le condotte offensive provengono da un'abitazione privata, purché la persona offesa percepisca le molestie in uno spazio condominiale aperto al pubblico La Corte di Cassazione conferma la condanna per il reato di molestia o disturbo alle persone ex art. 660 c.p., chiarendo che le dichiarazioni della persona offesa possono fondare, anche da sole, l'affermazione di responsabilità penale, purché ritenute credibili e attendibili. La Corte ribadisce che la reciprocità delle molestie esclude il reato solo se concretamente provata e caratterizzata da un nesso di …
Leggi di più… - 2. Minaccia: configura il reato l'espressione "comunque non finisce qui" utilizzata contro la vittima (Cassazione penale n. 9392/19)Avvocato Del Giudice · https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli · 6 settembre 2023
La massima Integra il delitto di cui all' art. 612 c.p. l'espressione, rivolta all'indirizzo di una persona, comunque non finisce qui, la quale, pur non avendo in sé una connotazione univocamente minacciosa, può intendersi come prospettazione di un'ulteriore attività aggressiva illegittima ove valutata nel contesto e nel momento in cui è stata proferita, avuto riguardo ai toni e alla cornice di riferimento, non rilevando che il soggetto passivo si sia sentito effettivamente intimidito. (Nella specie, la frase era stata pronunziata dall'imputato mentre si allontanava, dopo aver aggredito e causato lesioni alla persona offesa - Cassazione penale , sez. V , 16/12/2019 , n. 9392). Fonte: Ced …
Leggi di più… - 3. Elezione di domicilio: All’indagato non va comunicato il reato per cui si procede nei suoi confrontiAvvocato Del Giudice · https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli · 19 gennaio 2022
Cassazione penale sez. II, 05/10/2021, n.36826 La massima La Suprema Corte, con la sentenza sopra indicata, ha affermato che il verbale di elezione di domicilio è preordinato a consentire il sicuro recapito degli atti diretti all'indagato o all'imputato, con la conseguenza che deve contenere l'avviso che un procedimento penale, in relazione ad un determinato fatto, è o può essere instaurato nonché l'avvertimento che l'indagato o imputato ha l'obbligo di comunicare ogni mutamento del domicilio dichiarato o eletto e che, in assenza di detta comunicazione, le notificazioni saranno eseguite, ex art. 161, comma 4, c.p.p., mediante consegna al difensore, mentre non è richiesto che siano …
Leggi di più… - 4. Parola della vittima credibile? Condanna certa (anche per reati sessuali) (Cass. 2911/21)https://canestrinilex.com/risorse/category/articoli · 28 gennaio 2021
Alle dichiarazioni della parte offesa, la cui testimonianza sia ritenuta intrinsecamente attendibile, viene riconosciuta la natura di vera e propria fonte di prova, ammettendo che sulla stessa, anche esclusivamente, possa essere fondata l'affermazione di colpevolezza dell'imputato, purché la relativa valutazione sia adeguatamente motivata. Ciò vale, in modo particolare, con riferimento ai reati sessuali, l'accertamento dei quali è spesso caratterizzato dalla necessaria valutazione del contrasto tra le opposte versioni di imputato e parte offesa, unici protagonisti dei fatti, spesso in assenza anche di riscontri oggettivi o di altri elementi che consentano di attribuire maggiore …
Leggi di più… - 5. Maltrattamenti in famiglia: è necessaria la convivenza?Mariano Acquaviva · https://www.laleggepertutti.it/ · 27 gennaio 2021
Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. III, sentenza 27/03/2003, n. 22848 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 22848 |
| Data del deposito : | 27 marzo 2003 |
Testo completo
La
CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
ITALGIUREWEB
sentenza richiesta è in fase di valutazione per oscuramento