Sentenza 27 marzo 2007
Massime • 1
Attesa la possibilità di riconoscimento della continuazione fra reato da giudicare e reato già giudicato, anche quando il primo sia più grave del secondo (dovendosi in tal caso determinare la pena complessiva sulla base di quella da infliggere per il reato più grave, aumentata nella misura ritenuta equa in riferimento al reato meno grave già giudicato), deve escludersi la violazione del divieto di "reformatio in pejus" qualora, avendo il giudice di primo grado stabilito, per una pluralità di reati, soltanto la pena complessiva, il giudice d'appello individui fra detti reati quello più grave e determini autonomamente la relativa pena base, sulla quale operi, quindi, l'aumento anche per il reato meno grave già giudicato.
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. VI, sentenza 27/03/2007, n. 21200 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 21200 |
| Data del deposito : | 27 marzo 2007 |
Testo completo
La
CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
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