Cass. pen., sez. V, sentenza 15/11/2007, n. 10420
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Sentenza 15 novembre 2007

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Non integra gli estremi del reato di ingiuria, la condotta di colui che, in qualità di condomino, rivolga all'amministratore nel corso di un'assemblea condominiale, la seguente espressione: "Lei è un bugiardo, dice il falso e mente", considerato che, al fine di apprezzare la lesività di detta espressione, è necessario contestualizzarla e cioè rapportarle al contesto spazio-temporale nel quale è stata pronunciata, avuto riguardo allo standard di sensibilità sociale del tempo. (Fattispecie nella quale la Corte ha osservato che se l'espressione con la quale si attribuisca la patente di bugiardo e mentitore, può in astratto assumere rilievo denigratorio e lesivo di una persona, essa perde gran parte della sua valenza offensiva, ove venga inserita nel particolare contesto in cui è stata proferita e cioè in un'assemblea condominiale - pertanto, in un ambito non di rado caratterizzato da vivace "vis" polemica o da atteggiamenti sopra le righe - da un condomino nell'ambito di un'accesa critica all'operato dell'amministratore, organo esecutivo obbligato a rendere conto all'assemblea).

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. V, sentenza 15/11/2007, n. 10420
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 10420
    Data del deposito : 15 novembre 2007

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