Cass. pen., sez. III, sentenza 15/07/2010, n. 34235
CASS
Sentenza 15 luglio 2010

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In tema di autorizzazione dell'imputato sottoposto agli arresti domiciliari ad assentarsi per svolgere un'attività lavorativa, la valutazione del giudice in ordine alla situazione di assoluta indigenza dello stesso deve essere improntata, stante l'eccezionalità della previsione, a criteri di particolare rigore, pur potendo ricomprendersi nei bisogni primari dell'individuo anche le necessità ulteriori rispetto alla fisica sopravvivenza, quali quelle relative alla comunicazione, l'educazione e la salute. (Fattispecie di ritenuta insussistenza dell'assoluta indigenza stante il reddito complessivo di euro 1.200 mensili goduto dal nucleo familiare dell'imputato, composto da quattro persone).

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. III, sentenza 15/07/2010, n. 34235
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 34235
Data del deposito : 15 luglio 2010

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