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Sentenza 19 dicembre 2025
Sentenza 19 dicembre 2025
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Sul provvedimento
Testo completo
TRIBUNALE PER I MINORENNI DI ZA
R e p u b b l i c a I t a l i a n a
Nel Nome del Popolo Italiano
Nr . 454-2025 MIN
Il Tribunale per i Minorenni di Bolzano, riunito in Camera di Consiglio nelle persone di
Dott. NO BA Presidente relatore
Dott.ssa Libera Giorgi Giudice
Dott.ssa Michaela Tapfer Giudice onorario
Dott. Oskar Giovanelli Giudice onorario ha emesso nel procedimento a favore delle minori nata il [...] in [...] Persona_1
/ , nata il [...] in [...] Persona_1 Per_2 su ricorso presentato da Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni nei confronti di assistita dall'avv. proc. dom. Verena Menestrina - convenuta Controparte_1
Con la partecipazione della curatrice speciale delle minori avv. Valentina Nozza la seguente
S E N T E N Z A
Con ricorso del 6.11.2025 la Procura presso il tribunale per i minorenni ha esposto:
“ e sono arrivate dalla Nigeria nel maggio 2021 e sono andate a vivere con la Per_1 Per_2 madre che era emigrata in Italia nel 2016.
Le ragazze, fin da subito, hanno avuto enormi problemi di adattamento nel nuovo contesto: difficoltà ad imparare le lingue, problematiche comportamentali e scolastiche. Esse sono spesso entrate in conflitto coi coetanei. Sia la relazione fra le due ragazze e la madre che fra loro sorelle è caratterizzata da elevata conflittualità e non sono esclusi episodi di violenza, per i quali è stata aperta un'indagine anche presso la Procura ordinaria.
Con l'accordo della mamma, le due minori sono state inserite fra il 2023 e il 2024 rispettivamente al e al San Nicolò. I due progetti sono però falliti e le Comunità non si Per_1 Per_3 Per_2
1 sono rivelate in grado di arginare e contenere i comportamenti disfunzionali delle due ragazze, nonostante entrambe siano state prese in carico dalla neuropsichiatria infantile.
e sono quindi tornate a vivere a casa della mamma e della sorellina minore Per_1 Per_2
. Le condizioni abitative sono al limite: l'appartamento ha due stanze da letto, Persona_4 non viene regolarmente arieggiato ed è poco ordinato e poco pulito.
La situazione si è ulteriormente aggravata da quando la mamma delle ragazze, nel settembre 2024,
è stata colpita da un ictus e ha subìto gravi menomazioni fisiche. Per la donna è divenuta complicata anche la gestione della figlia minore: viene aiutata dal padre della bambina che abita a
Merano e da una rete di volontari. Nell'appartamento viene ospitata anche un'amica della signora con la sua bambina che dovrebbe aiutare nel ménage domestico, ma il sovraffollamento ha Pt_1 ulteriormente destabilizzato il fragile equilibrio familiare.
e spingono e insultano la madre, non rispettano le regole e non la aiutano. Per_1 Per_2
Fra le due ragazze e la madre non esiste un rapporto significativo forse a causa della distanza che le ha viste separate per anni. La madre vuole bene alle figlie e desidera offrire loro un futuro migliore, ma non è in grado di gestire le difficoltà attuali. La convivenza è divenuta insostenibile ed anche l'ambulatorio specialistico propone per le ragazze un collocamento etero-familiare in un'idonea comunità, possibilmente di tipo terapeutico.
Solo se dovesse dimostrare di frequentare regolarmente e con interesse la scuola superiore Per_1 che ha appena iniziato, si potrebbe ipotizzare per lei un inserimento in un collegio.
Poiché entrambe le ragazze si oppongono al collocamento etero familiare e vi è il rischio che la madre, pur affermando di non riuscire più a sopportare la situazione in casa, potrebbe non sostenere la misura con la necessaria fermezza, si chiede di voler disporre il collocamento etero- familiare con sentenza. Si chiede altresì di prevedere sin d'ora la possibilità di richiedere l'ausilio della forza Pubblica per l'esecuzione se necessario.
In considerazione della situazione esplosiva dentro le mura domestiche, della grave patologia della mamma e della presenza in casa di una bambina piccola continuamente esposta a momenti di grave conflittualità, si chiede di voler ridurre i termini a comparire ai sensi dell'art. 473-14 nr. 7 c.p.c.”
Nell'udienza dell'11.12.2025 fissata d'urgenza si è purtroppo dovuto constatare che alle due ragazze manca la comprensione delle regole di base della convivenza: non avevano alcuna coscienza delle finalità dell'audizione non comprendendo il setting giudiziario, si esprimevano esclusivamente in lingua inglese in quanto rifiutano le lingue locali anche se da quattro anni frequentano le scuole tedesche e, nei rari momenti in cui ne avevano voglia, apparivano perfettamente in grado di parlare in tedesco, non coltivano alcun progetto realistico per il proprio futuro ritenendo di poter diventare delle star del cinema o della scienza musicale o di danza senza
2 volersi impegnare in alcun percorso formativo. Entrambe hanno negato la volontà, in precedenza manifestata agli operatori sociosanitari, di rientrare in Nigeria se non dopo aver raggiunto i trent'anni. Sono apparse completamente indifferenti davanti alle condizioni di salute precarie della loro madre.
Si deve perciò prendere atto che lo sradicamento delle ragazze dal loro paese, dalla loro parentela e dalla cultura d'origine avvenuto quando avevano risp. 12 e 11 anni proprio nella fase dell'adolescenza, quando avrebbero dovuto gradualmente sperimentare maggiori autonomie e imparare a sviluppare una propria personalità sotto la guida dei genitori o dei parenti, ha avuto l'effetto di privarle di ogni riferimento educativo e con l'autorità. Non hanno riconosciuto le competenze genitoriali della madre che non avevano visto da molti anni, mentre hanno perso i riferimenti alla famiglia paterna rimasta nel paese d'origine. L'inserimento senza alcuna valida preparazione ed accompagnamento della società locale ha creato in loro un rigetto, per cui rifiutano di integrarsi a scuola, nella famiglia e nelle relazioni sociali eccetto alcuni contatti con minori provenienti anch'essi dalla loro cerchia culturale o accomunati da un senso di sradicamento.
Al di là delle menomazioni fisiche subite dalla madre a causa di un ictus subito l'anno scorso, la madre non è stata mai in grado di seguire e comprendere le figlie: le ha subito inserite in comunità a
Merano, e attualmente le incolpa per l'ictus che avrebbe subito solo perché la figlia Per_2 all'epoca inserita in comunità aveva ferito un'educatrice.
Entrambe le minori, oltre a litigare violentemente fra di loro, sono diventate manesche nei confronti della madre e costituiscono attualmente un pregiudizio se non un pericolo per la sorellina. Il padre della bambina, pur occupandosi di lei, rifiuta di stare in casa per non dover stare a contatto con e per cui vive per conto proprio e non protegge né la figlia né la compagna. Per_1 Per_2
Anche se recentemente ha compiuto qualche progresso nel comportamento a scuola, quello Per_1
a casa continua ad essere pessimo e non viene né seguita né compresa da sua madre. Nell'audizione della minore si è rilevata la totale mancanza di progettualità per la propria vita per necessita di un intenso accompagnamento comunitario sia sul versante pedagogico che su quello terapeutico. La permanenza nella casa familiare invece rischia di cronicizzare la condotta di vita delle minori e il loro allontanamento non e priva di un caldo ambiente familiare, ma le protegge da una situazione di abbandono e di conflittualità pervasiva.
L'ambulatorio specialistico per la salute psicosociale dell'età evolutiva ha individuato due comunità terapeutiche separate per le due minorenni, situate a debita distanza dalla casa materna e con caratteristiche specifiche che dovrebbero consentire l'accompagnamento terapeutico delle minori.
La madre ha confermato in udienza la richiesta di inserimento in comunità delle figlie.
3 La curatrice speciale ha chiesto anche lei l'inserimento in comunità che il tribunale per i minorenni dispone con urgenza.
Nonostante il pieno consenso materno l'esecuzione potrebbe richiedere, oltre all'adozione di misure sanitarie che dovessero divenire necessarie in caso di agitazione incontenibile delle minori, anche il supporto delle forze dell'ordine a tutela della madre fisicamente indebolita e della sorellina minore, senza che ne possano derivare spese a carico della giustizia minorile. L'ambulatorio specialistico dovrà sottoporre al giudice il piano di attuazione del collocamento prevedendo una gradualità delle misure di supporto sanitarie e delle forze dell'ordine.
Alla madre viene prescritto di collaborare pienamente a tutte le misure di sostegno e nella fase esecutiva del collocamento, fornendo il consenso anche alle misure sanitarie che dovessero rendersi necessarie, e collaborando con i servizi sociali per migliorare le proprie competenze genitoriali.
Inoltre deve rinnovare i passaporti per le figli.
P.Q.M.
Il tribunale per i Minorenni di Bolzano, visti gli artt. 473-bis.22 c.p.c., 4 ss. L.
4.5.1983 n. 184 e 333 c.c. e il parere della Procura minorile, dispone l'affidamento delle minori e al Persona_1 Persona_5 servizio sociale per collocarle per la durata di due anni in idonea comunità socioterapeutica in collaborazione con l'ambulatorio specialistico di Merano, e con eventuale supporto delle forze dell'ordine previa sottoposizione al giudice del piano di intervento;
se le minori dovessero chiedere il rientro nel paese d'origine esso viene sin d'ora autorizzato a condizione che venga previamente accertato che le condizioni familiari in Nigeria siano idonee;
prescrive alla madre di collaborare pienamente con i servizi sociosanitari per consentire l'esecuzione del collocamento e per creare le basi per un futuro rientro a casa delle minori, e di procurare i passaporti delle figlie.
La cancelleria comunicherà il decreto alla Procura per i Minorenni di Bolzano, all'ambulatorio specialistico per la salute psicosociale dell'età evolutiva di Merano, e al servizio sociale di
[...]
a presso l'avv. proc. dom. Verena Menestrina CP_2 Controparte_1
Notifica alla curatrice speciale avv. Valentina Nozza
Bolzano il 17.12.2025
La funzionaria giudiziaria Il Presidente
Karin Kofler Dr. NO BA
4
R e p u b b l i c a I t a l i a n a
Nel Nome del Popolo Italiano
Nr . 454-2025 MIN
Il Tribunale per i Minorenni di Bolzano, riunito in Camera di Consiglio nelle persone di
Dott. NO BA Presidente relatore
Dott.ssa Libera Giorgi Giudice
Dott.ssa Michaela Tapfer Giudice onorario
Dott. Oskar Giovanelli Giudice onorario ha emesso nel procedimento a favore delle minori nata il [...] in [...] Persona_1
/ , nata il [...] in [...] Persona_1 Per_2 su ricorso presentato da Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni nei confronti di assistita dall'avv. proc. dom. Verena Menestrina - convenuta Controparte_1
Con la partecipazione della curatrice speciale delle minori avv. Valentina Nozza la seguente
S E N T E N Z A
Con ricorso del 6.11.2025 la Procura presso il tribunale per i minorenni ha esposto:
“ e sono arrivate dalla Nigeria nel maggio 2021 e sono andate a vivere con la Per_1 Per_2 madre che era emigrata in Italia nel 2016.
Le ragazze, fin da subito, hanno avuto enormi problemi di adattamento nel nuovo contesto: difficoltà ad imparare le lingue, problematiche comportamentali e scolastiche. Esse sono spesso entrate in conflitto coi coetanei. Sia la relazione fra le due ragazze e la madre che fra loro sorelle è caratterizzata da elevata conflittualità e non sono esclusi episodi di violenza, per i quali è stata aperta un'indagine anche presso la Procura ordinaria.
Con l'accordo della mamma, le due minori sono state inserite fra il 2023 e il 2024 rispettivamente al e al San Nicolò. I due progetti sono però falliti e le Comunità non si Per_1 Per_3 Per_2
1 sono rivelate in grado di arginare e contenere i comportamenti disfunzionali delle due ragazze, nonostante entrambe siano state prese in carico dalla neuropsichiatria infantile.
e sono quindi tornate a vivere a casa della mamma e della sorellina minore Per_1 Per_2
. Le condizioni abitative sono al limite: l'appartamento ha due stanze da letto, Persona_4 non viene regolarmente arieggiato ed è poco ordinato e poco pulito.
La situazione si è ulteriormente aggravata da quando la mamma delle ragazze, nel settembre 2024,
è stata colpita da un ictus e ha subìto gravi menomazioni fisiche. Per la donna è divenuta complicata anche la gestione della figlia minore: viene aiutata dal padre della bambina che abita a
Merano e da una rete di volontari. Nell'appartamento viene ospitata anche un'amica della signora con la sua bambina che dovrebbe aiutare nel ménage domestico, ma il sovraffollamento ha Pt_1 ulteriormente destabilizzato il fragile equilibrio familiare.
e spingono e insultano la madre, non rispettano le regole e non la aiutano. Per_1 Per_2
Fra le due ragazze e la madre non esiste un rapporto significativo forse a causa della distanza che le ha viste separate per anni. La madre vuole bene alle figlie e desidera offrire loro un futuro migliore, ma non è in grado di gestire le difficoltà attuali. La convivenza è divenuta insostenibile ed anche l'ambulatorio specialistico propone per le ragazze un collocamento etero-familiare in un'idonea comunità, possibilmente di tipo terapeutico.
Solo se dovesse dimostrare di frequentare regolarmente e con interesse la scuola superiore Per_1 che ha appena iniziato, si potrebbe ipotizzare per lei un inserimento in un collegio.
Poiché entrambe le ragazze si oppongono al collocamento etero familiare e vi è il rischio che la madre, pur affermando di non riuscire più a sopportare la situazione in casa, potrebbe non sostenere la misura con la necessaria fermezza, si chiede di voler disporre il collocamento etero- familiare con sentenza. Si chiede altresì di prevedere sin d'ora la possibilità di richiedere l'ausilio della forza Pubblica per l'esecuzione se necessario.
In considerazione della situazione esplosiva dentro le mura domestiche, della grave patologia della mamma e della presenza in casa di una bambina piccola continuamente esposta a momenti di grave conflittualità, si chiede di voler ridurre i termini a comparire ai sensi dell'art. 473-14 nr. 7 c.p.c.”
Nell'udienza dell'11.12.2025 fissata d'urgenza si è purtroppo dovuto constatare che alle due ragazze manca la comprensione delle regole di base della convivenza: non avevano alcuna coscienza delle finalità dell'audizione non comprendendo il setting giudiziario, si esprimevano esclusivamente in lingua inglese in quanto rifiutano le lingue locali anche se da quattro anni frequentano le scuole tedesche e, nei rari momenti in cui ne avevano voglia, apparivano perfettamente in grado di parlare in tedesco, non coltivano alcun progetto realistico per il proprio futuro ritenendo di poter diventare delle star del cinema o della scienza musicale o di danza senza
2 volersi impegnare in alcun percorso formativo. Entrambe hanno negato la volontà, in precedenza manifestata agli operatori sociosanitari, di rientrare in Nigeria se non dopo aver raggiunto i trent'anni. Sono apparse completamente indifferenti davanti alle condizioni di salute precarie della loro madre.
Si deve perciò prendere atto che lo sradicamento delle ragazze dal loro paese, dalla loro parentela e dalla cultura d'origine avvenuto quando avevano risp. 12 e 11 anni proprio nella fase dell'adolescenza, quando avrebbero dovuto gradualmente sperimentare maggiori autonomie e imparare a sviluppare una propria personalità sotto la guida dei genitori o dei parenti, ha avuto l'effetto di privarle di ogni riferimento educativo e con l'autorità. Non hanno riconosciuto le competenze genitoriali della madre che non avevano visto da molti anni, mentre hanno perso i riferimenti alla famiglia paterna rimasta nel paese d'origine. L'inserimento senza alcuna valida preparazione ed accompagnamento della società locale ha creato in loro un rigetto, per cui rifiutano di integrarsi a scuola, nella famiglia e nelle relazioni sociali eccetto alcuni contatti con minori provenienti anch'essi dalla loro cerchia culturale o accomunati da un senso di sradicamento.
Al di là delle menomazioni fisiche subite dalla madre a causa di un ictus subito l'anno scorso, la madre non è stata mai in grado di seguire e comprendere le figlie: le ha subito inserite in comunità a
Merano, e attualmente le incolpa per l'ictus che avrebbe subito solo perché la figlia Per_2 all'epoca inserita in comunità aveva ferito un'educatrice.
Entrambe le minori, oltre a litigare violentemente fra di loro, sono diventate manesche nei confronti della madre e costituiscono attualmente un pregiudizio se non un pericolo per la sorellina. Il padre della bambina, pur occupandosi di lei, rifiuta di stare in casa per non dover stare a contatto con e per cui vive per conto proprio e non protegge né la figlia né la compagna. Per_1 Per_2
Anche se recentemente ha compiuto qualche progresso nel comportamento a scuola, quello Per_1
a casa continua ad essere pessimo e non viene né seguita né compresa da sua madre. Nell'audizione della minore si è rilevata la totale mancanza di progettualità per la propria vita per necessita di un intenso accompagnamento comunitario sia sul versante pedagogico che su quello terapeutico. La permanenza nella casa familiare invece rischia di cronicizzare la condotta di vita delle minori e il loro allontanamento non e priva di un caldo ambiente familiare, ma le protegge da una situazione di abbandono e di conflittualità pervasiva.
L'ambulatorio specialistico per la salute psicosociale dell'età evolutiva ha individuato due comunità terapeutiche separate per le due minorenni, situate a debita distanza dalla casa materna e con caratteristiche specifiche che dovrebbero consentire l'accompagnamento terapeutico delle minori.
La madre ha confermato in udienza la richiesta di inserimento in comunità delle figlie.
3 La curatrice speciale ha chiesto anche lei l'inserimento in comunità che il tribunale per i minorenni dispone con urgenza.
Nonostante il pieno consenso materno l'esecuzione potrebbe richiedere, oltre all'adozione di misure sanitarie che dovessero divenire necessarie in caso di agitazione incontenibile delle minori, anche il supporto delle forze dell'ordine a tutela della madre fisicamente indebolita e della sorellina minore, senza che ne possano derivare spese a carico della giustizia minorile. L'ambulatorio specialistico dovrà sottoporre al giudice il piano di attuazione del collocamento prevedendo una gradualità delle misure di supporto sanitarie e delle forze dell'ordine.
Alla madre viene prescritto di collaborare pienamente a tutte le misure di sostegno e nella fase esecutiva del collocamento, fornendo il consenso anche alle misure sanitarie che dovessero rendersi necessarie, e collaborando con i servizi sociali per migliorare le proprie competenze genitoriali.
Inoltre deve rinnovare i passaporti per le figli.
P.Q.M.
Il tribunale per i Minorenni di Bolzano, visti gli artt. 473-bis.22 c.p.c., 4 ss. L.
4.5.1983 n. 184 e 333 c.c. e il parere della Procura minorile, dispone l'affidamento delle minori e al Persona_1 Persona_5 servizio sociale per collocarle per la durata di due anni in idonea comunità socioterapeutica in collaborazione con l'ambulatorio specialistico di Merano, e con eventuale supporto delle forze dell'ordine previa sottoposizione al giudice del piano di intervento;
se le minori dovessero chiedere il rientro nel paese d'origine esso viene sin d'ora autorizzato a condizione che venga previamente accertato che le condizioni familiari in Nigeria siano idonee;
prescrive alla madre di collaborare pienamente con i servizi sociosanitari per consentire l'esecuzione del collocamento e per creare le basi per un futuro rientro a casa delle minori, e di procurare i passaporti delle figlie.
La cancelleria comunicherà il decreto alla Procura per i Minorenni di Bolzano, all'ambulatorio specialistico per la salute psicosociale dell'età evolutiva di Merano, e al servizio sociale di
[...]
a presso l'avv. proc. dom. Verena Menestrina CP_2 Controparte_1
Notifica alla curatrice speciale avv. Valentina Nozza
Bolzano il 17.12.2025
La funzionaria giudiziaria Il Presidente
Karin Kofler Dr. NO BA
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