CASS
Sentenza 26 gennaio 2026

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  • Rigettato
    Valutazione della storia sentimentale e giudiziaria dell'imputata

    La Corte riafferma che la valutazione degli elementi materiali e fattuali, nonché delle condizioni soggettive dell'indagato, rientra nella competenza esclusiva del giudice di merito. Si sottolinea che la presunzione di adeguatezza della custodia cautelare in carcere per reati ex art. 416 bis c.p. non è stata superata.

  • Rigettato
    Mancata considerazione delle conclusioni del consulente tecnico di parte

    La Corte afferma che il giudice può aderire alle conclusioni del perito d'ufficio anche in difformità da quelle del consulente di parte, purché dimostri di aver valutato entrambe le posizioni. Nel caso specifico, il tribunale ha ritenuto la compatibilità delle condizioni di salute con la detenzione carceraria basandosi sulle conclusioni del perito d'ufficio e sulla relazione della direzione sanitaria del carcere. Si evidenzia che le esigenze terapeutiche possono essere salvaguardate anche all'interno del sistema penitenziario.

  • Rigettato
    Mancata spiegazione delle ragioni per cui si è attribuito maggior valore alle conclusioni del perito d'ufficio

    La Corte ribadisce che la scelta tra le diverse tesi del perito e dei consulenti di parte è un giudizio di fatto incensurabile in sede di legittimità, purché la sentenza sia motivata in modo accurato e approfondito. Nel caso di specie, il tribunale ha descritto la patologia, preso in considerazione le osservazioni del consulente di parte, evidenziato la concordanza delle diagnosi sulla patologia ma non sulla gravità e sull'adeguatezza delle cure, ricostruito gli interventi terapeutici effettuati in carcere e proceduto a una valutazione autonoma delle conclusioni peritali.

  • Rigettato
    Mancata considerazione degli elementi di fatto idonei a superare la presunzione relativa di adeguatezza della custodia in carcere

    La Corte afferma che la presunzione di adeguatezza della custodia in carcere per reati ex art. 416 bis c.p. è una presunzione relativa che può essere superata solo con elementi specifici, come il recesso dall'associazione o l'esaurimento dell'attività associativa. Il 'tempo silente' o lo stato di salute non sono di per sé sufficienti a superare tale presunzione. Nel caso di specie, la ricorrente non ha fornito elementi idonei a vincere la presunzione di pericolosità sociale e di tutela della collettività.

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. V, sentenza 26/01/2026, n. 3171
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 3171
Data del deposito : 26 gennaio 2026

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